«Nel pieno della stagione invernale e in un periodo storico a dir poco memorabile dal punto di vista sanitario potrebbe essere opportuno parlare di composti di grande interesse e utilità in ambito di prevenzione e cura di malanni di stagione e di rafforzamento delle difese immunitarie» spiega Giulia Mengozzi della Farmacia Calisese di Cesena.

«Partirei dalla vitamina D3 o Colecalciferolo, ormai nota non solo per il suo ruolo nell’assorbimento del calcio e quindi utile a rafforzare il tessuto osseo e a contrastare l’osteoporosi, ma anche per la sua azione di riduzione dell’infiammazione e stimolazione dell’attività delle cellule responsabili della nostra immunità, come i globuli bianchi e i macrofagi. La carenza di vitamina D è correlata, infatti, con vari sintomi che vanno dai dolori ossei e muscolari, stanchezza cronica a sbalzi d’umore e anche a reazioni infiammatorie di carattere forte in situazioni patologiche come asma, artrite e infezioni respiratorie acute causate da batteri o virus».

È il sole che aiuta l’organismo ad assimilare la Vitamina D. «Nei periodi soleggiati, l’esposizione della pelle ai raggi UV stimola la nostra produzione interna di Colecalciferolo, ma durante l’inverno, sia per il mantenimento della cura dello stato osseo, sia per fare prevenzione verso le malattie stagionali, può essere utile integrarla. La vitamina D3 è concedibile dal sistema sanitario in quei casi in cui le analisi attestino una situazione di carenza conclamata o in presenza di osteoporosi. Si può in alternativa acquistare con ricetta medica o sotto forma di integratori alimentari».

Parlando di vitamine non si può non nominare, a costo di sembrare banale, la vitamina C. «Di fondamentale importanza per il ruolo che anch’essa svolge nelle funzioni del sistema immunitario è anche un ottimo antiossidante, protegge le cellule in corso di infiammazioni e di infezioni».

Recentemente numerosi studi hanno messo in evidenza due molecole, la Lattoferrina e la Quercetina e un loro possibile utilizzo nella lotta al Covid-19. «La Lattoferrina è una proteina che è presente nei fluidi biologici come latte, saliva, lacrime e ha la funzione di legare a sé il ferro, veicolandolo. Ai neonati viene passata tramite il colostro con l’allattamento ed esplica una funzione antimicrobica, proteggendo la mucosa intestinale. Questa specifica funzione della Lattoferrina fa sì che i batteri e i virus abbiano minore possibilità di reperire il ferro e di utilizzarlo per i propri processi vitali nella fase di attacco a un organismo. In questo modo batteri e virus diventano meno aggressivi e, per quanto riguarda il Covid-19, sembra che interferisca con il suo ingresso nelle cellule ospiti. La somministrazione potrebbe, quindi, rendere meno probabile il contagio o comunque meno grave il decorso».

E per quanto riguarda la Quercetina “si tratta di un flavonoide presente in numerosi fonti vegetali come capperi, propoli, radicchio rosso e vino rosso. Ha un forte potere antiossidante ed è presente in prodotti disponibili in commercio con diversi scopi come il miglioramento dei disturbi della visione, della circolazione e aiuta anche a proteggere dai radicali liberi immessi in circolo nel corso delle infiammazioni croniche. Studi in vitro hanno messo in evidenza la sua capacità di inibire una proteina fondamentale allo sviluppo e alla diffusione del virus Covid-19 nell’organismo dell’ospite».

Lungi dal considerare questi composti una totale risoluzione del problema, potrebbero, però, essere affiancati alle cure d’elezione dei vari disturbi e patologie per migliorare la sintomatologia o in generale possono rappresentare un modo per rafforzare le difese immunitarie nel periodo autunnale e invernale.

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