Non ha avuto l’effetto sperato la Conferenza delle Regioni, che si è avolta ieri a Roma, in merito provvedimento del Governo relativo alla riclassificazione dei Comuni montani.
«E’ mancata l’intesa come avevamo ampiamente anticipato - ha affermato al termine della seduta l’assessore regionale, Davide Baruffi -. Consideravamo sbagliati i criteri inseriti, a monte, nella legge, a valle non si poteva che arrivare ad un risultato non soddisfacente».
In Emilia-Romagna i Comuni montani erano 99, numero che si conferma con alcune variazioni in ingresso e in uscita. Nel territorio di Forlì-Cesena restano esclusi Mercato Saraceno e Sogliano al Rubicone, mentre acquisiscono la “montanità” i comuni di Modigliana e Civitella di Romagna. «A conti fatti, si è verificato quanto avevamo paventato: mesi di dannosa contrapposizione tra Alpi e Appennino, così come tra comuni di crinale e comuni collinari- ha aggiunto l’assessore-. Tutto questo per decidere come distribuire 200 milioni tra 4 mila comuni: poco più erano, poco meno rimangono. Abbiamo ridotto i danni e molti comuni inizialmente esclusi sono alla fine rientrati. Nonostante il dissenso di impostazione che ci ha visto contrapposti, riconosco al ministro Calderoli la disponibilità a modificare non poco il provvedimento, rendendo gli effetti negativi piuttosto contenuti». Ora la Regione guarda ai prossimi passi. «Già nei prossimi giorni - ha annunciato Baruffi- incontrerò i comuni montani toccati dal provvedimento: se la legge nazionale esclude, quella regionale resterà inclusiva. E dove il Governo toglie risorse agli esclusi, la Regione ripristinerà con propri mezzi l’equilibrio costruito in Emilia-Romagna in questi anni, da Rimini a Piacenza e senza contrapposizione tra crinale e valle. Promuoveremo strategie di integrazione, cooperazione e solidarietà. Non a caso, in previsione dei guasti che la legge nazionale avrebbe potuto produrre, già in legge di bilancio 2026/2028 abbiamo aumentato del 60% le risorse del Fondo montagna regionale e questo ci consentirà di non penalizzare nessun comune».