Mobilità, clima, territorio: gli obiettivi strategici della Rivoluzione Verde

I rifiuti

Sui rifiuti l’Italia, a settembre 2020, ha recepito le direttive del Pacchetto dell’economia circolare: per cui dovranno essere raggiunti gli obiettivi di almeno il 55% del materiale riciclato entro il 2025, del 60% entro il 2030, del 65% entro il 2035, con una limitazione del loro smaltimento in discarica non superiore al 10% entro quello stesso anno. La sfida sarà all’adeguamento dei sistemi di gestione dei rifiuti in molte regioni del Paese, specie nel Centrosud, dove si focalizzerà il 60% dei progetti. Il Piano punta anche al raggiungimento di questi target: 85% di riciclo per carta e cartone, 80% di metalli ferrosi, 60% di alluminio, 75% di vetro, 55% di plastica, 30% di legno. “L’Italia ad oggi è ancora lontana”, si legge nel documento. L’obiettivo è anche quello di arrivare al 55% di riciclo di rifiuti Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche). Lotta anche agli scarichi illegali di rifiuti con l’uso di satelliti, droni e tecnologie di intelligenza artificiale.

L’agricoltura

Saranno realizzati contratti di filiera e di distretto per ridurre l’uso di pesticidi nel settore agroalimentare, le emissioni di gas serra e degli sprechi alimentari. Nel mondo rurale sarà valorizzata l’efficienza energetica che passerà attraverso l’uso delle energie rinnovabili. Sarà promossa la sostenibilità ecologica anche della pesca e dell’agricoltura e dovranno essere sostituite le serre obsolete e inefficienti. L’Italia è tra i Paesi Ue con il più alto consumo diretto di energia nella produzione alimentare: è la terza dopo Francia e Germania. Per un’azienda agricola i costi energetici totali rappresentano il 20% dei costi variabili per le aziende agricole. L’amianto sui tetti delle strutture produttive sarà tolto incentivando l’installazione di pannelli di energia solare. L’agricoltura di precisione e le nuove tecnologie dovranno contribuire alla riduzione dell’uso dei pesticidi e delle emissioni.

Il clima, le emissioni e l’energia

L’accordo di Parigi prevede che tutti i Paesi del mondo arrivino a limitare il riscaldamento globale a 1,5-2 °C rispetto ai livelli pre-industriali. Per raggiungere questo obiettivo lo European Green Deal ha definito gli obiettivi energetici che porteranno l’Ue a ridurre le emissioni del 55 al 2030 e il loro azzeramento al 2050. Tra il 1990 e il 2017 le emissioni di Co2 in Italia sono state ridotte del 24%. Una percentuale ancora troppo lontana e quindi sarà necessario un aumento della decarbonizzazione in tutti i settori. Si punterà all’incremento delle energie rinnovabili. Sarà sviluppato il biometano e verranno rafforzate le smart grids, oltre a valorizzare la politica dell’idrogeno: sarà, entro il 2030, tra il 5 e il 7% del mercato.

La bicicletta

Il Piano prevede la realizzazione di circa 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane e circa 1.250 km di piste ciclabili turistiche. Oggi il numero dei ciclisti è in “costante crescita” dal 2013 (+40 nel 2018) e rappresenta una fonte di indotto economico del valore di 7,6 miliardi di euro ogni anno. A causa dell’emergenza Covid si prevede una crescita “ancora più pronunciato”: nel solo 2020 ha avuto un +20% rispetto al 2019

I trasporti

Nel 2019, su 36 milioni di persone con più di 18 anni, almeno due persone su tre hanno dichiarato di usare l’automobile. Saranno realizzati 240 km di rete attrezzata per le infrastrutture di massa: 11 km di metropolitane, 85 km di tram, 120 km di filovie, 15 km di funivie. Tutto, principalmente, nelle metropoli. Si focalizzerà l’attenzione sulle stazioni di ricarica elettrica dei veicoli: 7.500 punti di ricarica andranno nelle autostrade, 13.755 nei centri urbani e 100 saranno quelle sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio di energia. Entro il 2026 saranno acquistati circa 5.500 bus a basse emissioni, 53 treni e 100 carrozze ferroviarie di nuova concezione fatte con materiali riciclabili e rivestite da pannelli fotovoltaici.

Il mercato dell’idrogeno

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede l’installazione in Italia di circa 5Gw di capacità di elettrolisi entro il 2030, con lo sviluppo di ulteriori tecnologie per sostenere l’utilizzo finale dell’idrogeno.

Il rischio idrogeologico

L’obiettivo del piano è portare in sicurezza 1,5 milioni di italiani che ora vivono in aree a rischio. Saranno realizzati interventi di messa in sicurezza di aree franose o che vengono colpite frequentemente da allagamenti.

Il fiume Po

Una delle emergenze sulle quali intervenire è il Fiume Po, che “rappresenta un primo stralcio per la più vasta e importante azione di restoration ecology e adattamento” d’Italia. L’eccessiva canalizzazione dell’alveo, l’inquinamento, il consumo di suolo, ne hanno infatti compromesso parte delle sue caratteristiche e aumentato il rischio idrogeologico. Il corso del fiume sarà valorizzato con la riqualificazione di più di 1.500 ettari e la riapertura di 51 milioni di metri cubi di lanche e rami abbandonati.

La mobilità sostenibile

Il 90% del traffico dei passeggeri in Italia avviene su strada, con 860 miliardi di passeggeri per chilometro ogni anno, mentre sulle ferrovie viaggia solo il 6% dei passeggeri (rispetto al 7,9% in Europa). Il trasporto su strada rimane di fatto l’unica opzione possibile, con le merci che viaggiano.

Gli edifici

Oltre a un piano per l’efficienza degli edifici pubblici che tocca anche le scuole e i palazzi di giustizia, il programma stabilito dal Governo prevede l’estensione della misura del Superbonus 110% dal 2021 al 2023. Gli investimenti consentiranno la ristrutturazione di circa 50.000 edifici ogni anno per un totale di 20 milioni di metri quadri annui di superficie.

Gli alberi

La strategia verde passa soprattutto attraverso le 14 città metropolitane.

La misura prevista dal Governo punta allo sviluppo di boschi urbani e periurbani piantando almeno 6,6 milioni di alberi, per un totale di area boschiva di 6.600 ettari.

L’acqua

La dispersione media delle risorse idriche in Italia è pari al 41%, con un picco del 51% al Sud. Il 35% delle condutture è vecchia: ha un’età tra i 31 e i 50 anni. Anche attraverso la digitalizzazione sarà creata una rete intelligente per la gestione ottimale delle risorse, per ridurne gli sprechi e limitare le inefficienze.

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