Misano, il lupo... di mare arriva in spiaggia: “In estate più rifiuti e disponibilità di cibo”

Misano

Dal lungomare fino alla spiaggia. L’ultimo avvistamento, documentato anche da un video diventato virale sui social, è quello dei giorni scorsi a Misano, dove un lupo è stato ripreso di giorno mentre passeggiava tra la battigia e gli ombrelloni della zona mare. Un episodio che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato eccezionale e che oggi riapre il dibattito sulla presenza sempre più ravvicinata dei lupi anche lungo la costa riminese.

Gli avvistamenti

Negli ultimi mesi le segnalazioni si sono moltiplicate tra Riccione, Misano e la Valconca. A gennaio un esemplare era stato avvistato anche nella zona di viale Cattolica a Riccione, vicino al rio Melo, mentre altri episodi sono stati registrati nelle aree periferiche e lungo i corridoi naturali del Conca. Un fenomeno che, secondo gli esperti, segue gli spostamenti delle prede ma anche la disponibilità di cibo vicino ai centri abitati. A spiegare cosa sta succedendo è Fabio Vergoni, docente di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna. «I lupi seguono cinghiali e caprioli, ma trovano anche cibo lasciato all’aperto, rifiuti o ciotole per cani e gatti. Tutto questo diventa un richiamo opportunistico». A spingersi verso la costa sarebbero spesso giovani esemplari che lasciano il branco in cerca di nuovi territori. Il tema centrale ora è capire cosa potrà accadere con l’arrivo dell’estate e delle migliaia di persone sulla Riviera.

L’evolversi della situazione

Secondo Vergoni, non è affatto detto che il caos e la sovrappopolazione allontanino i lupi: «Come abbiamo visto, ormai sono arrivati fino al mare. Più persone significa anche più rifiuti e più disponibilità alimentare». Una situazione che potrebbe quindi non fermare il fenomeno. L’esperto invita però a «evitare allarmismi». «Il lupo non vede l’uomo come una preda», ma resta un animale selvatico. In caso di incontro ravvicinato il consiglio è non correre, non avvicinarsi per fare video o fotografie e fare invece rumore, battendo le mani e allontanandosi lentamente. La prevenzione, conclude, passa soprattutto dalla corretta gestione dei rifiuti, dal non lasciare cibo all’esterno durante la notte e da una maggiore sensibilizzazione della popolazione. «Sono stati anche comportamenti errati dell’uomo a favorire questa vicinanza».

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