Misano, 118mila presenze alla festa Ducati

MISANO. La sera del centesimo compleanno diventa magica con la voce di Pannofino, le magie dei droni, l’addio di Pecco Bagnaia, il fascino degli australiani, del re inglese e di Capirex. La terza giornata del Wdw, quella domenicale, è durata a metà, perché tutti dovevano ripartire: i piloti MotoGP verso il Sachsenring, quelli Superbike per Donington e decine di migliaia di ducatisti per le rispettive case, in Italia, in Europa e nel mondo. Il clima era quello di sopravvissuti a una grande festa e di “giorno dopo” una grande abbuffata con sbornia. Ducatilandia è sparita in poche ore, prima che arrivasse il tardo pomeriggio.

Numeri record

Numeri record per questa edizione: 118.036 presenze con Ducatisti provenienti da 94 Paesi, con rappresentanti da 275 Ducati Club. Entusiasta l’amministratore delegato Claudio Domenicali: «L’edizione del centenario del Wdw ha superato ogni aspettativa. È la più grande ed internazionale di sempre».

La sera di sabato, quella del centenario vero, visto che la nascita del marchio risale a 4 luglio 1926, è stata esagerata. Pannofino ha regalato la sua voce a una poesia sul significato di “1 secondo” da brividi, spazio poi a musica e danza, tutto in un’arena realizzata sotto le tribune del Carro gremite. Poi hanno sfilato i dipendenti della Ducati, i rivenditori di mezzo mondo, gli uomini dei team impegnati nel mondiale MotoGP, Superbike e Supersport, guidati da Gigi Dall’Igna e infine i piloti leggendari: gli australiani Troy Bayliss e Casey Stoner acclamatissimo, il faentino Loris Capirossi protagonista della prima vittoria rossa in MotoGP, Carl “King” Fogarty. Infine è stato il momento di Marc Marquez e di un Pecco Bagnaia che ha commosso con il suo saluto, meritando una “standing ovation” lunga minuti. Il “principe” piemontese è cresciuto e va via in Aprilia forse cambiato e migliorato dalle ultime fatiche.

Lo spettacolo in cielo

La conclusione l’hanno fatta centinaia di droni luminosi che hanno disegnato in cielo profili di moto storiche, i vari loghi del marchio della Ducati ed altro ancora. Tecnologia avanzata, storia e passione: gli ingredienti di una Ducati orgogliosa di sé. Il grande raduno dei ducatisti si spegne, dopo che l’evento raggiunge dimensioni ciclopiche, ma resta aperto a tutti e per tutti, perché i veri protagonisti sono gli appassionati del marchio: orgogliosi della propria moto, sia “stagionata” che modernissima e felici di trovare altri che condividono lo stesso amore. Difficile toccare e vedere Marc Marquez, Fabio Di Giannantonio o Pecco Bagnaia, più facile con Nicolò Bulega e Franco Morbidelli, ed ancora di più con Michele Pirro, superdisponibile, o gli altri piloti del mondiale Superbike e Supersport, ma facile, anzi facilissimo sentirsi parte di un immenso gruppo di persone che condivide un amore comune, una fiducia, un sogno. Come spiegare altrimenti la sfilata di venerdì sera e l’invasione di Riccione che hanno reso ciascun proprietario di Ducati una star? O la riviera pazza per la “rossa” e il suo rombo caratteristico? O una cittadina come Cattolica che per due sere, grazie alla ditta locale Wrs riempie il centro di gente, motociclette elaborate, la GP26 di Marc Marquez e tanta musica (venerdì con dj Marco Melandri ex pilota di Borgo Panigale in MotoGP e SBK), interrotta da un apprezzatissimo sgasare forsennato? Non si può spiegare, se non dopo averlo vissuto, aver provato il gusto della passione per “e’mutor” esaltato e reso spettacolo condiviso. L’appuntamento ora è per il 2028, provando ad immaginare con cosa ci stupirà il Wdw

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