Il Tribunale della Libertà di Bologna, ritenendolo parzialmente fondato, ha sciolto la riserva sull’appello della Procura di Rimini avverso l’ordinanza del gip, con la quale era stata rigettata la richiesta di custodia cautelare in carcere, avanzata dal pm Davide Ercolani, nei confronti di tre imputati: due albanesi di 44 e 24 anni (difesi rispettivamente dagli avvocati Stefano Caroli e Sara Arduini) e un 45enne calabrese.
Al 44enne albanese, per il quale la gip Ceccarelli non aveva disposto alcuna misura per la mancanza di esigenze cautelari, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Una misura comunque non ancora effettiva fino alla pronuncia della Cassazione (sempre se il legale deciderà di fare ricorso). L’uomo è accusato del colpo avvenuto nel dicembre 2023 in un’abitazione privata di Misano Adriatico, insieme al 24enne connazionale (fondamentali per accusarlo le foto trovate nel suo telefono con la cassaforte e il bottino) e ad altre cinque persone rimaste ignote. La banda riuscì ad asportare una cassaforte contenente 25 orologi preziosi per un valore di 913mila euro e 120mila euro in contanti. Riconosciuto da un carabiniere in quella foto, la difesa ha chiesto (e per ora non ottenuto) una perizia antropometrica facciale per dimostare che il soggetto nell’immagine con il bottino non è lui. Lo stesso deve rispondere anche del furto avvenuto nel febbraio 2024 al negozio Unieuro di Misano di otto casse amplificate e due auricolari per un valore di 600 euro. A questo colpo prese parte anche il 45enne calabrese. Per lui il Tribunale del Riesame ha disposto la custodia cautelare in carcere. Il 44enne è poi indagato per aver dato fuoco a due auto e a un autocarro parcheggiati in strada, riconducibili alla famiglia dell’ex moglie. L’incendio si inserirebbe in un contesto di tensioni familiari e atti persecutori nei confronti della donna, difesa dall’avvocato Giuliano Renzi. L’uomo è indagato per stalking, per aver inviato messaggi minacciosi di morte alla donna e ai suoi familiari, violando i provvedimenti del gip, compreso quello di allontanamento dalla casa familiare. Infine, il 44enne deve rispondere anche della ricezione e dell’occultamento di una pistola semiautomatica Beretta.