Il popolo della notte è tornato ad affollare le discoteche all’aperto e così come già accade nelle spiagge e nei bar della movida, le regole sul distanziamento sociale sono andate a farsi benedire con il rischio di mettere a repentaglio i tanti sacrifici fatti durante il lockdown e la salute pubblica. Gli assembramenti registrati l’altra notte alla “Villa delle Rose” sono costati al locale cinque giorni di chiusura. Il provvedimento per la violazione delle norme anti-contagio è stato notificato ieri ai responsabili dai carabinieri della stazione di Misano Adriatico, comandata dal luogotenente Nicola Travaglino. Da ieri fino a venerdì prossimo, 7 agosto, la discoteca dovrà tenere chiusi i battenti e, nel frattempo, impegnarsi a ripristinare le condizioni di sicurezza. Si tratta di un provvedimento di chiusura provvisoria immediata disposta d’imperio da carabinieri. Non si è provveduto allo sgombero per evitare questioni di ordine pubblico e sarà adesso la prefettura a valutare la sanzione che potrebbe “coprire” solo i cinque giorni oppure, almeno in teoria, estendersi fino a trenta giorni. Si tratta, è evidente, di un segnale lanciato al mondo della notte, che non vuole o non riesce a far rispettare le regole. La Villa delle Rose era “recidiva”, ma non è certo la sanzione da 560 euro al titolare (già scattata nelle scorse settimane anche nei confronti degli altri gestori delle principali discoteche all’aperto del Riminese) a fare da deterrente di fronte alla prospettiva di incassi allettanti. Anche la Divisione amministrativa della questura si è mossa da tempo per arginare il fenomeno, ma in tempi di “Settimana rosa” i segnali che arrivano dal territorio sono quanto meno contraddittori. Gli slogan promozionali attuali somigliano pericolosamente a quelli improvvidi del pre-lockdown e la voglia di svago, specie tra i giovani, contribuisce a a far dimenticare le cautele minime. Gli esperti avvertono: abbassare la guardia ora potrebbe far ripartire focolai e contagi come sta accadendo ad esempio in Spagna. Alla Villa delle Rose, anche l’altra sera, nelle prime ore la situazione appariva sotto controllo con gli addetti alla sicurezza impegnati a misurare la temperatura a ogni ragazzo disposto in fila ordinata e a ricordare le regole. Ma con il passare del tempo, complici anche i troppi biglietti distribuiti dai pierre in prevendita (oltre la capienza) in tanti si sono ammassati sulla porta. Dentro il locale, poi, neanche a parlarne: giovani accalcati l’uno vicino all’altro a bere, magari scambiandosi i bicchieri, a parlottare a voce a un palmo di distanza, oppure a ballare, sfiorandosi e strusciandosi, quasi tutti senza l’ombra di una mascherina (obbligatoria in pista e nei contatti a meno di un metro). E che dire delle zuffe? Due si sono addirittura presi a bottigliate. Colpire un locale per educare anche gli altri? Gli assembramenti non sono più l’eccezione nell’Italia delle vacanze, dimentica del virus (ieri a Rimini sono stati segnalati 5 nuovi casi positivi).

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