Misano, venerdì 19 riapre il Peter Pan: “Ci siamo, si torna a ballare”

Dopo la lunga chiusura, causa pandemia, Il Peter Pan riapre le sue porte al pubblico, venerdì 19 e sabato 20 novembre. Tante le novità: dai privé, al nuovo sistema di light design. Nuova di zecca anche l’area Club 27 a cura di Miller. Abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più a Tanja Monies direttrice artistica del club. «Siamo prontissimi per la ripartenza – esordisce l’art director – prontissimi a fare la nostra parte».

Quali novità per il Peter Pan?

«Ne abbiamo tantissime, sia in termini strutturali sia in termini di programmazione. Avremo ogni sabato il party Vida Loca e i venerdì ruoteremo i nostri format: Clorophilla, Wonderland 90 e Horizon. Con Clorophilla, in particolare, proponiamo lo stesso concept in programma ogni estate alla Villa delle Rose di Misano Adriatico».

Si tornerà a ballare?

«Assolutamente sì, finalmente».

Dopo la pandemia è cambiato il modo di divertirsi?

«Siamo tutti alla ricerca del tempo perduto. Noto in generale un desiderio di divertirsi in modo sano, intelligente e consapevole. Il pubblico è più partecipe, vuole interagire in presenza, vedo meno facce sempre attaccate ai telefonini, ma con lo sguardo rivolto a tutto quello che succede intorno. Meno male».

Quali sono le difficoltà più contingenti adesso per i locali?

«Di sicuro non è facile per nessuno ripartire dopo così tanto tempo, se ci pensiamo bene di fatto siamo fermi dal febbraio 2020. Tutto questo in realtà ci stimola a dare il meglio di noi stessi, per offrire al pubblico un prodotto e un servizio di qualità».

Riuscite ad offrire una proposta accattivante nonostante i vincoli e le restrizioni?

«Certamente, è il nostro lavoro e ce la mettiamo sempre tutta: noi vogliamo sempre che al Peter Pan, come alla Villa delle Rose d’estate, si crei l’atmosfera da vera festa, per questo puntiamo tantissimo anche sugli spettacoli durante la cena, a metà tra il Moulin Rouge di Parigi e il Lìo di Ibiza, su ledwall e light design di ultima generazione, ristorazione di qualità, dj di livello, scenografie importanti».

Cosa auspicate voi del settore per il futuro dopo le lunghe chiusure?

«Speriamo che si capisca che le discoteche non sono solo intrattenimento, ma significano anche lavoro, occupazione, indotto e – perché no – cultura. Con la ripartenza questo salto di qualità nella considerazione generale deve radicarsi una volta per tutte. E in Romagna in generale e al Peter Pan particolare siamo già messi molto bene su questo fronte».

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