Misano. Dal campo nomadi per rubare bancomat nelle boutique

La tecnica era semplice ma molto efficace. Mentre una distraeva il commerciante chiedendo di poter vedere qualcosa esposto in vetrina, le complici infilavano le mani nelle borse altrui appoggiate sotto il banco o nel ripostiglio e rubavano il portafoglio. Sono almeno 19 i furti addebitati alla batteria di ladre sgominata dai carabinieri di Numana (Ancona). Si tratta di quattro giovani ragazze tutte domiciliate nel campo nomadi di via del Carro a Misano. Per quella indicata come la mente e l’autrice di buona parte dei borseggi, la Procura della Repubblica del capoluogo dorico ha disposto gli arresti domiciliari. Sono state invece solo indagate a piede libero le tre complici. Per tutte i reati contestati in concorso sono furto aggravato e l’indebito utilizzo di carte di credito e di debito (bancomat).

L’indagine

Tre mesi. È il tempo impiegato dai militari marchigiani per mettere assieme tutte le prove con dell’indagine “Averto et furantur” che ha permesso alla Procura di chiedere e ottenere dall’ufficio del Giudice delle indagini preliminari l’ordinanza eseguita lo scorso 19 gennaio. Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena, Pesaro, Genova, Grosseto, Viterbo, Padova, Verona e Treviso. Queste le città dove le quattro nomadi hanno eseguito prelievi con le carte rubate, mentre al momento sono 19 i furti ricostruiti dai carabinieri che hanno avviato le indagini dopo i colpi messi a segno ai danni di negozianti di Sirolo e Porto Recanati. Raid che sono stati commessi tra luglio e settembre dell’anno appena trascorso.

Sempre uguale la tecnica utilizzata, come detto. Una ragazze distraeva il titolare dell’esercizio commerciale preso di mira; a quel punto le complici si intrufolavano di nascosto e rubavano il portafoglio per poi dileguarsi su un’auto noleggiata, una Opel Corsa grigia. Presi contanti e carte di credito abbandonavano quel che non interessava ai bordi delle strade poco distanti.

Complessivamente le quattro ladre, già conosciute dalle forze dell’ordine riminesi proprio per questo tipo di attività, sono riuscite a mettersi in tasca 20mila euro. Ma proprio la frequenza dei prelievi si è rivelata una delle armi vincenti nelle indagini. I carabinieri di Numana, infatti, hanno potuto raccogliere prove fondamentali visionando anche le immagini registrate dagli sportelli bancomat dove hanno rubato il denaro.

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