Politica, sanità, scuola, sostenibilità e green economy ancora al centro degli incontri odierni del Meeting (22 agosto) al Palacongressi dalle 11 a partire da “50 anni di Regioni: l’architettura dell’Italia alla prova”; “Nuovi percorsi per ridurre il rischio clinico”; Incontro al futuro; Africa e nuove tecnologie”;”Sviluppo, sostenibilità e sussidiarietà”; “Le scuole ripartono. Esperienze educative ed autonomia”.

Gioele Dix

Condotta da Gioele Dix con molti ospiti dal vivo o in collegamento, la serata evento “Enjoy the Meeting” chiude questa sera (22 agosto) alle 22, la serie di appuntamenti di musica e spettacolo del Meeting 2020 al Palacongressi, e in streaming sul sito della manifestazione. In programma il concerto dell’orchestra International Musical Friendship con oltre 100 giovani musicisti provenienti anche da Germania, Polonia, Russia, Lettonia, Austria, Svizzera.

Il lavoro musicale, guidato da un team di una quindicina di insegnanti provenienti da nove scuole di musica europee, è la scintilla che fa esplodere l’incontro tra culture differenti facendo dell’IMF un luogo di incontro e un ponte verso la bellezza e la profondità della vita. Un’esperienza musicale onnivora, che abbraccia anche i canti popolari delle diverse nazioni.

Ed ecco questa serata speciale per il Meeting, introdotta da quanto scrisse G.K. Chesterton, ovvero: «Il mondo non finirà mai per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia».

Gioele Dix avrà ospiti speciali in collegamento: Tosca, Edoardo Bennato, Giacomo Poretti, la clarinettista venezuela Elisa Vega e dal vivo sul palco, come la talentuosa cantante siriana Mirna Kassis.

‹‹Questa serata – afferma Dix – confermerà tutta la capacità di aggregazione che ha una manifestazione, vedendo riuniti per l’occasione gruppi di ascolto in varie città, anche New York e Beirut, che seguiranno la diretta. È una dimostrazione che con il desiderio di stare vicini si può comunque fare spettacolo con il pensiero a quanto accade nel mondo, anche se si è collegati online››.

Mirna Kassis

Mirna Kassis, soprano siriana, esule dalla sua patria ferita dalla guerra, è approdata per perfezionarsi in Italia, al Conservatorio di Genova, e costretta a restarvi, mentre la sua famiglia in fuga dalle persecuzioni si sparpagliava nel mondo. Ha cantato nei principali teatri europei.

Kassis, quale significato ideale di “ripartenza” ha un concerto come questo dei 100 giovani di Imf?

‹‹È l’esempio di come la musica debba ripartire perché è un momento culturale fondamentale per tutti. Al Meeting mi sento come a casa, perché mi ha dato la possibilità di partecipare a progetti musicali e teatrali emozionanti come “Un solo canto”, dove eravamo veramente tre cantanti unite a trasmettere un unico messaggio di fratellanza e di pace. Così come in “Francesco e il sultano”, perché si deve conoscere, non temere l’altro, ma cercarlo, come fece Francesco per creare un dialogo oltre le differenze. Viviamo in un mondo dove la sofferenza ci separa, ma dobbiamo invece proporre, imparare a costruire dei legami anche attraverso la musica e il teatro››.

Quale significato ha assunto per Lei affiancare all’esecuzione di musica araba tradizionale l’opera barocca di autori come Monteverdi e Purcell?

‹‹Non lo considero un passaggio, ma piuttosto come l’attraversamento di un ponte tra generi, che unisce due culture in apparenza diverse ma molto vicine, e anche nel concerto di questa sera eseguirò un brano tradizionale con una componente lirica nel mezzo››.

In Italia, come mediatrice culturale è venuta a contatto con tante situazioni i difficili, anche di donne maltrattate, vittime di femminicidi…

«Ho iniziato come operatrice volontaria per vari progetti nel 2012 a Genova dove arrivavano profughi e rifugiati da tutto il mondo arabo. Poi come mediatrice, anche a sostegno di famiglie, bambini, anche in ospedale. Un’esperienza che mi dato la possibilità di conoscere la realtà di quanto accade in Siria, incontrando moltissime donne che non hanno avuto come me la fortuna di poter studiare, ma sono state costrette, ad esempio, a sposarsi a dieci anni. Ma anche storie che sono un grande esempio, come quelle di donne maltrattate, costrette a fuggire in Italia, ma che in pochi mesi hanno imparato la lingua e hanno trovato lavoro, e questo mi sembra possa dimostrare come ogni donna possa trovare un opportunità combattendo, lottando per vivere la propria vita come vuole lei e non come vogliono gli altri››.

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