Miniere: Cesena con Formignano è entrata nel parco regionale

Dopo aver approvato, lo scorso dicembre, il progetto preliminare comprendente una serie di interventi manutentivi relativi alla messa in sicurezza di alcune porzioni delle miniere di Formignano, oggi il Consiglio comunale ha approvato l’inclusione dell’intera area nel Parco Minerario delle Miniere di Zolfo delle Marche e dell’Emilia-Romagna. Al centro della decisione assembleare c’è la ferma volontà di valorizzare il patrimonio minerario ricadente sul territorio cesenate, di rilevante interesse storico-culturale ed etnoantropologico, sia per non perdere la memoria dei luoghi che per realizzare un progetto di riqualificazione del sito.

“Il Comune di Cesena – commenta l’assessore alla Cultura Carlo Verona – è proprietario di 86 ettari di area, una porzione considerevole che oggi diventa parte del parco interregionale delle Marche e della nostra regione. Formignano, la storia lo riporta, è stato fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio e tutt’oggi conserva storie che devono essere raccontate e conservate grazie alla trasformazione della risorsa mineraria a risorsa culturale. Per questa ragione, dopo l’approvazione del Consiglio comunale, aggiungiamo un ulteriore tassello al percorso avviato nel 2005 dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio, d’intesa con il Miur e la Regione Marche, con l’istituzione del Parco al fine di assicurare il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico-culturale e tecnico-scientifico dei siti minerari dismessi”.

Lo scorso dicembre la Giunta comunale, volgendo lo sguardo al passato e dando avvio a una valorizzazione dei due luoghi simbolo, ha approvato il progetto preliminare e definitivo relativo ad alcuni interventi urgenti da realizzare sui siti storico-culturali di Roversano e di Formignano per un importo complessivo di 80 mila euro (40 dei quali destinati a Formignano). Nello specifico, i lavori interesseranno l’ingresso principale del villaggio minerario con lo smontaggio del cancello esistente, la conseguente sostituzione della recinzione ammalorata e con la sistemazione di nuovi pannelli di recinzione laterali necessari alla tutela del sito. A questi lavori seguiranno alcuni interventi sulle protezioni alla discenderia e ad altre due depressioni limitrofe, il ripristino dei vialetti e la realizzazione di staccionate dove necessario.

“Guardando al futuro di Formignano – prosegue Verona – abbiamo richiesto all’Ente Parco ulteriori risorse che investiremo nella messa in sicurezza di alcuni edifici, nella discenderia, in riferimento alla parte iniziale del percorso, e nel recupero di alcuni forni. Inoltre, bisognerà avviare – d’accordo con il CAI, con la Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria e con il quartiere Borello – un ragionamento sulla costituzione di itinerari cicloturistici che attraversino la zona del parco minerario”.

Formignano è una piccola località collinare della Valle del Savio, soprastante il quartiere di Borello. Fino al 1962 è stata sede di un’importante miniera di zolfo la cui chiusura definitiva e il conseguente abbandono dell’impianto hanno comportato un rapido declino delle infrastrutture. Il 9 marzo 1987 un gruppo di nove cultori della memoria storica borellese ha fondato la Società di ricerca e studio della Romagna mineraria. Da allora, il sodalizio ha organizzato una serie infinita di iniziative per conservare la memoria delle zolfatare e dell’enorme sofferenza patita nelle viscere della terra e ha sottoposto al Comune di Cesena e all’Assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori un progetto di ripristino dell’intero sito.

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