Adesso ha il divieto sia di avvicinarla ma anche soltanto di contattarla telefonicamente o via messaggio. Ma per arrivare a questo è stato necessario arrestarlo: perché continuava a perseguitare la sua ex non arrendendosi a quella storia d’amore che di fatto era invece finita da tempo.

Vittima dell’uomo, adesso accusato di stalking, è una cesenate di 43 anni, che per qualche tempo aveva intrattenuto una relazione con lui: M.P., 56 anni originario delle Marche e residente a Pescara.

I rapporti si erano interrotti da tempo. Almeno per lei. Ma in questa condizione lui non voleva restare. Intendeva a tutti i costi “riconquistare” la sua fiamma. E si muoveva in maniera decisamente sbagliata quando non aggressiva. Da tempo la donna veniva sottoposta a martellamenti con messaggi sullo smartphone. Ma anche con telefonate nelle quali l’uomo aveva sostenuto che prima o poi sarebbe tornato per fargliela pagare.

La donna aveva fatto presente più volte il pressing indebito a cui veniva sottoposta ed aveva sporto anche delle denunce. Non immaginava però che dalle parole, sia pur spregevoli, l’uomo potesse un bel giorno passare anche alle vie di fatto.

Sabato invece se l’è trovato sotto casa. Aveva fatto più di 280 chilometri in macchina da Pescara fino a Cesena per arrivare alla porta della donna, chiederle di entrare e minacciarla di gravi conseguenze se non avesse acconsentito.

La 43enne cesenate malgrado il terrore è stata veloce ad impugnare il telefono e ad avvisare di quanto stesse accadendo il 112 dell’Arma. I carabinieri sono arrivati presto al suo indirizzo di casa e normalmente questo dovrebbe riportare le cose su binari di normale dialogo. Il 56enne pescarese invece ha continuato a minacciare la donna anche alla presenza dei militari dell’Arma. Che a quel punto hanno fatto scattare le manette. L’uomo è stato messo in cella a disposizione del pm Francesca Rago. E ad inizio settimana è stato sottoposto ad udienza durante la quale il gip ha convalidato le manette con accuse di stalking; ha scarcerato l’uomo che aveva passato il weekend in una cella del carcere di Forlì, ed ha disposto che in attesa di giudizio il 56enne (difeso dall’avvocato Luca Aceto del foro di Pescara) resti lontano dalla 43enne cesenate. Ha sia il divieto di avvicinarla che quello di contattarla in qualsiasi maniera, sia telefonandole che inviandole messaggi al telefono.

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