I grandi gruppi internazionali sbarcano a Milano Marittima per rilanciare la località. Fra questi Dr Automobiles, con i marchi Osca e Italia, che ha riaperto l’ex negozio North Sails, dove sorgeva la gelateria Perla. Il bar Sport, sempre nella rotonda Primo maggio e inaugurato di recente al posto dell’ex Sporting, viene invece sponsorizzato dal colosso automotive Geely. «Non era mai successo a Milano Marittima - sostiene l’esperto di marketing Mattia Casadio -, che multinazionali di questa portata investissero direttamente in un’area nevralgica del centro. In questo caso, invece, mettono in gioco anche la loro immagine. E’ un fatto che merita attenzione, perché rappresenta quanto valgono il prestigio e le potenzialità del territorio».
Milano Marittima, i grandi brand tornano in centro
Crisi d’immagine e recupero
Mi.Ma. ha subìto negli ultimi anni un calo di appeal, causa le bande di giovani che la frequentano scatenando risse e vandalismi. Molti i negozi chiusi nel centro, fra i quali appunto alcuni erano situati proprio nel Gramsci, il viale che rappresenta quanto di meglio c’è nella località. Ma ora la tendenza sembra invertirsi, e soprattutto rinascono locali storici, sebbene riconvertiti ad una diversa tipologia rispetto a quella delle gelaterie.
«La sfida non è fermarsi - avverte Casadio -, perché quando le realtà internazionali scelgono Milano Marittima significa che vedono certe opportunità. E’ fondamentale che questa fiducia venga confermata nel tempo».
Il rischio dietro l’angolo è sempre quello della sicurezza, ma il sindaco Mirko Boschetti ha trattenuto per sé le deleghe sull’ordine pubblico per meglio affrontare la piaga dei maranza.
Flop di Pasqua
Nel frattempo la Regione ha reso noti i dati consolidati del 2025, dai quali si registra una crescita del flusso cervese, pari al più 4,75 percento delle presenze (3,6 milioni di pernottamenti). In crescita anche gli arrivi, a più 10,91 percento (919 mila). Per quanto riguarda invece il periodo gennaio - aprile del 2026, le presenze calano del 9,70 percento e gli arrivi dell’1,36 percento. La Pasqua, a quanto pare, ha fatto flop (- 17 percento di presenze), mentre marzo in crescita (più 35 percento) non basta.