Milano Marittima, ex Colonia Varese: via ai lavori per 2,5 milioni

Milano Marittima
  • 02 aprile 2026

Riaprire alla cittadinanza la pineta dell’ex Colonia Varese di Milano Marittima e avviare la messa in sicurezza dell’edificio, primo passo verso il recupero di uno dei luoghi simbolo del Novecento sulla costa romagnola. È questo il primo obiettivo del Protocollo di intesa presentato oggi nella sala del Consiglio del Municipio di Cervia, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, e dal commissario straordinario di Cervia, Michele Formiglio.

Un accordo sottoscritto insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Comune di Cervia, all’Università degli Studi di Ferrara e all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po per avviare un percorso condiviso di tutela, riqualificazione e valorizzazione del complesso e del contesto ambientale che lo circonda, un’ex meta di villeggiatura di alto valore storico e architettonico, inserita tra le dune naturali e la pineta di Milano Marittima (Ra). Presenti all’incontro anche la presidente del Parco Delta del Po, Aida Morelli, la soprintendente, Federica Gonzato, e il direttore del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, Marco Mulazzani.

Alla Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’area, spetta il coordinamento complessivo dell’intervento e il finanziamento della prima fase di messa in sicurezza, per un importo stimato di circa 2,5 milioni di euro. Il Comune di Cervia opererà come soggetto attuatore, curando la realizzazione delle opere e la futura gestione dell’area verde. La Soprintendenza garantirà la tutela del bene culturale, mentre l’Ente Parco vigilerà sulla salvaguardia degli habitat naturali e della biodiversità.

Dopo la presentazione del Protocollo è stato effettuato un breve sopralluogo nella pineta e negli spazi esterni dell’ex colonia, dove crescono centinaia di pini marittimi.

Cosa prevede il protocollo

L’ex Colonia Varese, progettata dall’architetto Mario Loreti alla fine degli anni Trenta, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’architettura razionalista italiana del Novecento. Il Protocollo di intesa nasce dalla necessità di affrontare le criticità strutturali dell’edificio, emerse a seguito delle analisi tecniche condotte dall’Università di Ferrara e dei sopralluoghi effettuati dalla Soprintendenza e dai Vigili del fuoco. Le verifiche hanno evidenziato l’urgenza di intervenire per arrestare il processo di deterioramento e garantire le condizioni di sicurezza dell’area.

La prima fase dell’intervento prevede la messa in sicurezza del fabbricato e l’apertura al pubblico delle aree verdi, con l’obiettivo di restituire alla collettività uno spazio oggi non fruibile, valorizzandolo come parco e come naturale prosecuzione del lungomare di Milano Marittima.

È inoltre prevista l’elaborazione di un progetto pilota di recupero dell’edificio, concepito come caso studio nazionale per il restauro delle architetture in cemento armato del Novecento. Il progetto sarà sviluppato con il supporto scientifico dell’Università di Ferrara, nel rispetto delle tutele storico-architettoniche e ambientali.

Il Protocollo, della durata di cinque anni, costituisce un quadro di collaborazione tra istituzioni e pone le basi per una nuova fase di valorizzazione dell’ex Colonia Varese come luogo identitario e risorsa per il territorio.

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