Milano Marittima, l’ex colonia diventerà un hotel a 5 stelle

Via libera al progetto di trasformazione dell’ex Centro climatico marino in un hotel a 5 stelle. Con 9 voti favorevoli, 3 contrari e una sola astensione il Consiglio comunale ha infatti approvato la richiesta avanzata dalla società Cortina mare srl che aveva chiesto il nullaosta al rilascio del permesso di costruire convenzionato in deroga relativamente al restauro dell’ex colonia (una delle più vecchie di Milano Marittima, datata 1927, attualmente di proprietà della Technogym che in passato voleva trasformarla in beauty farm e da tempo in disuso salvo una breve parentesi in cui fu sede dello staff del programma televisivo “Campioni”) con cambio d’uso a struttura ricettiva e annesso nuovo fabbricato adiacente. Un investimento che mira a creare un albergo di lusso dotato di 94 camere (distribuite in parte nello stabile storico e in parte nel nuovo complesso che sarà realizzato in vetro e legno) con ricadute anche per la città: il progetto prevede infatti la realizzazione da parte della società di 81 parcheggi di pertinenza dell’hotel (60 dei quali interrati) e altri 40 realizzati su terreno comunale. L’imprenditore stanzierà inoltre un milione di euro che andrà anche a finanziare il Parco urbano.

Quella in discussione martedì sera, ha sottolineato in apertura il sindaco Massimo Medri, riguardava «una delibera che ha avuto periodo di gestazione tecnico-amministrativa che si è conclusa il 29 luglio con la presentazione da parte della società Cortina mare srl del permesso di costruire in deroga. L’intervento riguarda il restauro del fabbricato esistente di rilevante interesse storico con cambio d’uso e la nuova costruzione di una struttura ricettiva in viale 2 giugno con richiesta di deroga alle norme del Pug vigente. Tutto questo nel rispetto delle prescrizioni previste e delle indicazioni della Soprintendenza. La concessione della deroga va vista in funzione dell’alto valore dell’investimento e della ricaduta sul piano pubblico. Si può infatti ritenere il progetto un intervento di interesse pubblico, perché oltre al recupero di un edificio storico, consente anche quello di un’area che da tempo è in stato di abbandono con connessi problemi di natura non solo estetici, affrontati con la proprietà negli ultimi anni».

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