Microchip, polo produttivo a Ravenna

Sfruttare le agevolazioni fiscali date dall’istituzione della Zls per stimolare la produzione di microchip e semiconduttori nella zona industriale ravennate. Dalla metà dell’anno scorso la scarsità di chip ha rallentato la produttività dell’automotive. Un gap che proseguirà almeno fino alla metà del 2022 ma che, secondo vari analisti, perdurerà per tutto il 2023. Tra coloro che prospettano questo scenario c’è anche Flex, colosso di Singapore che è il terzo maggior produttore al mondo e rifornisce l’elettronica di gruppi come Ford, Hp e Dyson. Previsione rilanciata anche da Jean-Marc Chery, numero uno del maggior gruppo di elettronica, la STMicroelectronics. Un problema che, in verità, la motor valley emiliano-romagnola ha assorbito meglio di altre realtà, potendo contare su una certa diffusione della produzione di componentistica. Ma che perdurando metterà in crisi anche altre produzioni.

Per questo nella discussione relativa alla Zona logistica semplificata, che ha come fulcro il porto di Ravenna ma che vede coinvoltI tutti i poli produttivi regionali collegati, si è discusso anche di questo aspetto. L’idea è stata lanciata dalla Lega Romagna e raccolta dalla maggioranza di Viale Aldo Moro, che ha portato ad un’approvazione bipartisan. Il provvedimento approvato mira quindi a sostenere la creazione di un polo produttivo di microchip nell’area del Porto di Ravenna attivandosi in sede nazionale per promuoverne l’inserimento, in una seconda fase, nel perimetro della Zls.

Questo l’impegno contenuto nell’ordine del giorno del consigliere regionale Massimo Pompignoli, collegato al provvedimento di istituzione del sistema di agevolazioni fiscali approvato dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. É lo stesso testo votato in Regione a sottolineare come la carenza di componentistica elettronica non stia ora colpendo solo l’automotive ma anche «la capacità da parte dell’offerta di rispondere alla crescente domanda di beni di consumo, come il settore degli elettrodomestici. Secondo alcuni dati, al momento la domanda dei componenti tecnologici è oggi 15 volte superiore rispetto all’offerta». Non a caso Intel ha prospettato l’intenzione di aprire una seconda fabbrica di semiconduttori in Europa, per un progetto da 100 miliardi di dollari in una location da definire. Un investimento che appare sostenibile dal punto di vista economico, visto che le vendite di semiconduttori, secondo gli analisti di Euler Hermes, dovrebbero crescere di un altro 9% durante l’anno appena iniziato e superare i 600 miliardi di dollari di valore totale per la prima volta. La crescita in vista per questo mercato nel 2022 segue l’aumento delle vendite del settore del 26% nel 2021, quando il giro d’affari è stato stimato in 553 miliardi

«La scelta del Porto di Ravenna appare idonea anche sotto un profilo logistico, posto che la produzione di microchip si fonda su materie prime principalmente di importazione e uno stabilimento produttivo presso il Porto di Ravenna consentirebbe un flusso logistico ottimizzato stante la strategica posizione geografica direttamente sul Mare Adriatico. È innegabile – conclude Pompignoli – che un tale investimento rappresenterebbe non solo un’ottima prospettiva occupazionale per tutta l’Emilia-Romagna ma, soprattutto, un’occasione unica per tutte le filiere manufatturiere della Regione». Il testo è stato sottoscritto anche dal consigliere del Pd Gianni Bessi che ne ha riconosciuto il valore e la strategicità non solo per il territorio di Ravenna, ma per tutta la Romagna.

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