Mercato immobiliare: il mattone ritrova il fascino perduto

“Eppur si muove!”. La celebre frase pronunciata da Galileo Galilei al Tribunale dell’Inquisizione al termine della sua abiura all’eliocentrismo è forse la migliore per rappresentare il mondo immobiliare, in caduta libera da una decina di anni e in pieno rimbalzo oggi che il Covid ha messo in crisi l’economia planetaria.

A confermarlo è Pier Paolo Baccarini, faentino alla guida della Fiaip Romagna, che rappresenta circa 150 agenti immobiliari delle province di Ravenna, Rimini e Forli Cesena e dal 2015 è primo consiglio interprovinciale d’Italia della Federazione degli Agenti Immobiliari Professionali di cui il fratello Gian Battista Baccarini è presidente nazionale

C’è davvero una riscoperta del mattone in piena pandemia da Coronavirus?

«Dopo 10 anni con un valore medio al ribasso fra il 2 e il 5% ogni 12 mesi, il settore immobiliare stava già dando segnali di ripresa dal 2019 e oggi possiamo dire che i valori immobiliari sono fermi e non dovranno scendere ulteriormente. Non prevediamo una risalita come quella vissuta dal 2002 al 2008 con l’introduzione dell’Euro, ma ci si sta rimettendo in moto. Anche perché l’80% degli italiani è legato all’immobile, vuole avere l’abitazione di proprietà ed è disposto a sacrifici per comprarsi la casa: gli stessi Millennials, pur con poca disponibilità, oggi sono disponibili ad accendere mutui anche al 100%. Sono molto preparati e quando ci contattano hanno già fatto un passaggio con l’istituto di credito o sono disponibili ad un incontro preventivo con i nostri mediatori del credito di Auxilia Finance, dal 2020 presente con una sua sede a Cesena ».

Possiamo quindi parlare di ritrovata vivacità?

«Da dicembre a oggi registriamo una bella ripresa, tante richieste, e notiamo che per fortuna la gente si è tecnologizzata: questo ci consente di lavorare meglio e di fornire servizi migliori. Il virus va infatti rispettato e prima ancora della canonica visita all’immobile, oggi è necessario un maggiore scambio di documenti, magari invitando il cliente a visitare da fuori l’immobile e solo quando l’interesse è davvero concreto si procede alla visita in presenza. Diciamo che dalla crisi sono nate opportunità sull’utilizzo di strumenti concreti che qualificano la professionalità degli agenti Fiaip e ci consentono anche con l’aiuto della clientela di contrastare meglio l’abusivismo»

In che senso?

«L’agente immobiliare che non utilizzava il metodo UNAFIAIP (prevede una valutazione professionale dell’immobile con la verifica documentale completa), concentrava il suo lavoro nel “caricare il cliente in auto per fargli visitare più immobili possibili”, oggi grazie al lavoro dei dirigenti FIAIP, la visita sul posto è l’ultimo passaggio di una serie di procedimenti preliminari che si avvalgono della tecnologia e del foglio visita che certifica il sopralluogo con un agente immobiliare autorizzato che ha fornito in via preventiva la documentazione necessaria: piantina catastale, visura catastale, descrizione, situazione urbanistica e catastale, relazione tecnica integrata, Attestato di Prestazione Energetica (APE). Nella situazione attuale c’è molto meno spazio per gli improvvisati e a breve saranno i clienti stessi che vorranno rivolgersi solo a consulenti immobiliari professionali e chiederanno alle Agenzie la documentazione dell’immobile e la firma del foglio visita, prima di un appuntamento sul posto».

Perché secondo lei stanno tornando le richieste? E il Covid ha cambiato anche le esigenze?

«Per parlare di vera ripresa, bisogna avere sei mesi di lavoro continuativo e il Covid non lo permette. Registriamo sicuramente che chi faceva fatica ad arrivare alla fine del mese, non potendo lavorare è ancora più in difficoltà. Chi però aveva buone entrate negli ultimi mesi non ha cambiato auto, non è andato in ferie, ha mantenuto lo stesso guardaroba e ha avuto tempo e opportunità di cercare una soluzione abitativa migliore: stando in casa vedi cosa ti manca e ti serve, anche nella malaugurata ipotesi di un nuovo lockdown. Chi aveva terrazzi e spazi si è innamorato della propria abitazione, chi aveva spazi piccoli si è sentito soffocato. Poi se ci si aggiungono la paura del nuovo virus, i mutui mai cosi vantaggiosi e il tanto tempo avuto a disposizione si crea un mix perfetto. Ma ci sono anche altri aspetti figli del nostro territorio».

A cosa si riferisce?

«Il romagnolo è un lavoratore, un risparmiatore e ha voglia di mare. In tantissimi da tutta la regione lo scorso anno si sono precipitati qui da noi e una tendenza in espansione è quella di farsi la casa al mare o comunque prendere un appartamento per tutta la stagione così da curarsi in prima persona l’igienizzazione. A contribuire alla maggior vivacità c’è infine il fatto che è vero che oggi una casa acquistata 10-12 anni fa può avere perso un 20/30% del valore, ma si è iniziato a capire che la si è sfruttata a lungo risparmiando il costo dell’affitto e che il calo sul valore del venduto il mercato l’ha creato anche sugli immobili attualmente in vendita con più spazi: quindi nella doppia operazione ci si guadagna e si trovano case più adatta alle esigenze attuali».

Quali sono le principali richieste che ricevete?

«In primis terrazzo e giardino, poi cucine abitabili separate dai soggiorni, possibilmente doppi servizi e infine è tornata la richiesta della casa in prima periferia: prima del Covid la distanza dai servizi era considerata una perdita di tempo, oggi questa richiesta è tornata per soddisfare il desiderio di uno spazio esterno privato. Nelle soluzioni in campagna, il mercato era bloccato, accadeva che su una giusta valutazione X, chi voleva acquistare voleva spendere la metà e chi la voleva vendere si aspettava il doppio. Le transazioni registrate negli ultimi anni dimostrano che la domanda e l’offerta si stanno allineando».

E quali sono i principali acquirenti?

«La richiesta è molto trasversale e si va dal 30enne al 60enne: di molto positivo sono le richieste di tante famiglie giovani con due-tre figli. Anche la ripresta registrata nelle grandi città, per esempio a Bologna si vendono case anche in meno di un mese, confermano segnali incoraggianti per il presente e per il futuro».

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