Sono due le possibili strade che il Comune valuta per riuscire a riaprire il mercato già sabato prossimo, dopo l’interruzione a seguito delle ultime restrizioni anti-Covid. Uno stop che ha provocato anche una protesta con cartelli e video postato su Facebook ieri mattina nella piazza Del Popolo senza banchi.

La prima opzione al vaglio, che consentirebbe di superare lo stop, è forse la più semplice ma anche quella su cui ci sono forti resistenze di diversi operatori: il trasferimento temporaneo fuori dal centro, con l’area dell’ippodromo e della fiera in pole position come possibili soluzioni. Un’alternativa, restando più o meno nell’attuale perimetro, è una diversa organizzazione, basata su quattro distinte “isole mercatali”, ciascuna con un proprio varco d’accesso e di uscita.

Tempi stretti

La cosa certa è che, dopo il mercato saltato ieri, così come non si terrà sicuramente quello in programma mercoledì prossimo, se si vuole ripartire sabato 21 novembre, la scelta va fatta in fretta. Ci si dovrebbe attivare già a inizio settimana, perché, come fa notare il sindaco Enzo Lattuca, qualunque scelta si faccia serviranno almeno quattro o cinque giorni per organizzare tutto. La decisione sarà presa di concerto con le associazioni degli ambulanti e con un ruolo attivo degli operatori, invitati a fare la loro parte per contribuire alla nuova organizzazione. Ovviamente c’è sempre una terza possibilità, e cioè quella di restare orfani del mercato almeno fino al 3 dicembre (l’attuale scadenza delle ultime misure anti-virus che sono state varate), ma è un’eventualità che tutti gli attori in campo vorrebbero escludere.

Una scelta complicata

Capire in quale direzione andare non è facile. L’altolà può essere superato, come è previsto dalle nuove disposizioni, predisponendo un apposito piano anti-contagi, che scongiuri gli assembramenti anche con un’adeguata sorveglianza. Ma se poi la situazione dei contagi e dei ricoveri per Covid-19 peggiorasse, rendendo necessaria la chiusura senza se e senza ma? C’è il rischio di fare uno sforzo organizzativo e anche economico non indifferente solo per 3 o 4 sedute mercatali.

Spostamento fuori

Uno dei freni allo spostamento fuori del centro, come a Ravenna e a Rimini, è il timore che quella che sarebbe una riorganizzazione momentanea, limitata al periodo dell’emergenza, finisca per diventare definitiva. D’altronde, anche in passato, quando la parola coronavirus era roba solo da manuali di epidemiologia, si era ipotizzata una mossa del genere.

Quattro mercati in centro

Per quel che riguarda l’eventuale creazione di quattro mini-mercati, mantenendoli nel cuore della città, potrebbero essere piazza del Popolo, Mazzoni 1 (il tratto di quella strada più a ridosso della stessa piazza), Mazzoni 2 (da San Domenico all’altezza del tunnel) e l’area via Pio Battistini-via IX Febbraio. La difficoltà maggiore sarebbe la sorveglianza, perché servirebbe un gran numero di persone per per garantire un’adeguata copertura di tutti i varchi.

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