L'ingresso del Mercato ortofrutticolo di Imola ieri alla riapertura Foto MMPH

IMOLA. Perché bisogna anche ricominciare a vivere, oltre a stare a casa. Potrebbe essere questo il sottotitolo ad hoc per la riapertura del mercato agroalimentare di viale Rivalta a Imola, scattata ieri mattina in anticipo rispetto ai tempi previsti (il 13 aprile, come da scadenza del decreto Conte) su “illuminata” decisione del commissario Nicola Izzo. I fatti gli hanno dato ragione perché, in barba alle solite previsioni catastrofiste, ieri l’accesso al mercato è stato perfettamente regolato, senza assembramenti e con la regola del distanziamento sociale osservata da tutti: «Senza dubbio siamo contenti della decisione di Izzo – esordisce Davide Montanari dell’Ufficio Agricoltura del Comune di Imola e referente del mercato –, caldeggiata fortemente dagli operatori, che avevano tanta voglia di tornare a portare i loro prodotti. Il patto era di mantenere tutto sotto controllo e le cose sono andate al meglio: abbiamo chiuso i due accessi laterali al mercato lungo i corselli e poi abbiamo limitato a due gli ingressi, uno solo in entrata e uno solo in uscita, con 6 persone, compresi 2 Vigili della polizia locale, a sorvegliare sul flusso regolare della gente».


Fila ordinata
Buona la risposta degli operatori presenti, circa 12, e altrettanto positiva quella dei cittadini: «Sì, direi che ormai la gente si è abituata, o comunque rassegnata – continua Montanari – a rispettare la fila e il distanziamento sociale. Al momento non abbiamo posto un numero massimo d’entrate contemporanee al mercato, ma stiamo attenti al numero di clienti che si accumula ai singoli banconi e in base a quello blocchiamo o lasciamo andare la cifra. Gli operatori presenti? Un discreto numero considerando che a Imola storicamente il giorno forte del mercato è il martedì e dalla campagna tanti non vengono al giovedì anche in periodi normali. Poi questa è bassa stagione per la frutta, attendiamo numeri maggiori in entrata la settimana prossima con l’arrivo delle fragole e già domani, visto che è sabato. Il numero degli operatori salirà almeno di 14-15 unità».
Mercato della terra
Insomma, il mercato prova a ripartire dopo aver superato uno dei frangenti più complicati della propria storia: «Eravamo chiusi dal 21 marzo e non era successo nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi fra l’altro toccherà al Mercato della Terra (dalle 16 alle 19) organizzato dall’associazione Slow Food. Tutto il personale indossa i dispositivi di sicurezza del caso, mentre ai clienti consigliamo di portare almeno la mascherina, considerando che nella maggior parte dei casi parliamo di persone anziane, quindi le più esposte al contagio. Ripeto, il bilancio è positivo ed ad esempio il banco di Clorofilla di Luca Cembali, l’operatore commerciale incaricato di completare la tavola merceologica, ha riscosso grande successo fra i clienti».

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