Mensa anche ai senza green pass: diffida sindacale alla Technogym

Una diffida formale ai gestori della mensa aziendale Techogym è stata inviata dai segretari della Fim Cisl Davide Drudi e della Fium Cgil Saverio Biguzzi. La richiesta perentoria è quella di non controllare i green pass per l’accesso in mensa, o meglio a far comunque usufruire del servizio mensa a quei lavoratori che il green pass non l’hanno: perché non vaccinati o perché non in possesso di un “tampone negativo” eseguito nelle 48 ore precedenti.

Una “disfida” per poter comunque usufruire dei servizio necessario a centinaia di dipendenti dell’azienda, unica nel suo genere ed ufficializzata dalla richiesta della Cgil e Cisl locali in netta distinzione, tra l’altro, con le indicazioni e la posizione che i sindacati hanno invece dato su scala nazionale.

Il ministero in tal senso è stato chiaro: le mense aziendali sono come i ristoranti. Per mangiare “al chiuso” ci vuole il green pass (che in Technogym viene richiesto già dal 25 agosto) ed il resto della “clientela” deve mangiare in tavoli e luoghi all’aperto. I sindacati su scala nazionale hanno sposato la linea di lasciare totalmente in capo al governo centrale la direzione delle normative senza intervenire: discutendo e “contrattando” le quali si creerebbe soltanto nuovo caos in situazioni di per sé già difficili da affrontare. Nessun problema con la “stagione calda”: spazi all’aria aperta Technogym ne ha. Ma con le prime piogge scatteranno inevitabili anche i disagi per chi il green pass non ce l’ha. Disagi destinati ad aumentare in inverno. Di qui la diffida lanciata da Cisl e Cgil e postata direttamente nella casella mail della direzione aziendale della Elior Ristorazione di Milano, ossia l’azienda che gestisce la mensa Technogym.

La volontà di tutti (azienda compresa) per ora pare quella di non voler arrivare allo scontro sia pur di fronte ad una richiesta sindacale che appare fuori parametro rispetto alle disposizioni anti contagio. Per evitare disagi nei giorni di pioggia si sta valutando di poter utilizzare un luogo che si trova al primo piano, sempre all’aperto ma coperto da una parte della volta del tetto. Un’altra soluzione potrebbe essere coprire con “solo tetto e pareti aperte” una parte esterna della mensa e termo riscaldarla per i rigori dell’inverno.

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