Menoventi e la morte di Majakovskij all’Almagià di Ravenna

Prosegue alle Artificerie Almagià il festival Fèsta, a cura di E Production e Ravenna Teatro.

In scena questa sera alle 21 la compagnia Menoventi con Il defunto odiava i pettegolezzi , rielaborazione scenica dall’omonimo romanzo di Serena Vitale edito da Adelphi.

Ideato da Consuelo Battiston e Gianni Farina, con la drammaturgia, regia, suono e luce di Gianni Farina e con in scena Consuelo Battiston, Tamara Balducci, Leonardo Bianconi, Federica Garavaglia e Mauro Milone, lo spettacolo mette in scena un giallo fantastico che restituisce una molteplicità di testimonianze sul mistero della morte di Majakovskij. È la “Donna fosforescente”, ultima creazione dell’immaginazione poetica di Majakovskij, a invitarci a osservare con attenzione alcuni frammenti di questa vita speciale. La vita di un poeta proiettato nel futuro, a chiedere asilo agli “spettabili discendenti”, ovvero al pubblico di oggi, uomini del futuro a cui il poeta ha affidato le proprie parole.

Poeta, scrittore, drammaturgo, regista teatrale, attore, pittore, grafico e giornalista sovietico, cantore della rivoluzione d’ottobre, morì suicida: nella sua lettera d’addio scrisse: «A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare. Mamma, sorelle, compagni, perdonatemi. Non è una soluzione (non la consiglio a nessuno), ma io non ho altra scelta».

Attiva a Faenza dal 2005, la compagnia Menoventi – fondata da Consuelo Battiston e Gianni Farina – scrive di se stessa: «Privo di una poetica definita a priori, il gruppo adotta linguaggi e registri orientati dalle peculiarità del cuore tematico di ogni progetto, generando una raccolta eterogenea di oggetti scenici. Unico punto fisso della ricerca è il pubblico, referente attivo che viene apostrofato, spiato, raggirato e che – volente o nolente – entra nel gioco».

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