Meldola, truffa dell’anziano con finto tenente e falso giudice, ma la moglie non ci casca: due arresti

Meldola
  • 22 settembre 2026

Avevano orchestrato una messinscena complessa e ben strutturata, arrivando a chiedere non solo contanti e gioielli, ma persino le armi regolarmente detenute in casa. Una truffa in piena regola ai danni di un anziano del posto, sventata però dall’intuito della moglie della vittima e dal tempestivo intervento dei Carabinieri della Stazione di Meldola insieme ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile. In manette sono finiti due uomini di 35 e 32 anni, italiani e già noti alle forze dell’ordine, residenti nella provincia di Napoli, ritenuti responsabili di truffa aggravata in concorso.

La messinscena via videochiamata

I fatti risalgono al 17 settembre. Il piano scattato a Meldola ha visto in azione più persone con ruoli ben definiti. Tutto è iniziato con una videochiamata: dall’altra parte dello schermo un uomo che si è spacciato per un Tenente dei Carabinieri di Forlì. Il falso ufficiale ha raccontato all’anziano che le forze dell’ordine avevano appena arrestato quattro rapinatori, sostenendo con forte pressione psicologica che la refurtiva fosse stata nascosta proprio all’interno della sua abitazione. Per verificare che i beni presenti in casa non fossero legati al colpo, il truffatore ha intimato all’anziano di raccogliere tutto il denaro contante, i gioielli e anche le armi da fuoco regolarmente denunciate. Il tutto è stato fatto mostrare in video e accantonato, in attesa dell’arrivo imminente di un incaricato spedito dal “giudice”.

L’inganno del “falso giudice” e l’intuizione

Per evitare che i coniugi potessero confrontarsi o insospettirsi, i malviventi hanno isolato le vittime. Ottenuto il numero di cellulare della moglie dell’anziano, un secondo complice si è fatto vivo qualificandosi come “giudice del Tribunale”. L’uomo ha rassicurato la donna, spiegando che un carabiniere in borghese sarebbe passato a ritirare il materiale per effettuare le verifiche del caso. Mentre il marito rimaneva fisso al telefono con i truffatori seguendo le loro istruzioni, la donna, insospettita dalla piega che stava prendendo la vicenda, si è allontanata dal raggio visivo della telecamera dello smartphone. Con grande prontezza ha telefonato a un carabiniere di Meldola suo conoscente per spiegare la situazione.

Scatta la trappola: due in manette

La chiamata ha fatto scattare l’allarme immediato. I carabinieri della Stazione locale e del Nucleo Operativo e Radiomobile si sono catapultati sul posto, organizzando in una manciata di minuti un servizio d’appostamento sia dentro l’abitazione che lungo le vie adiacenti. Poco dopo, alla porta di casa si è presentato il 32enne pronto a incassare il “bottino”: contanti, monili d’oro e d’argento e quattro pistole detenute legalmente. Al momento del passaggio di consegne, i militari appostati all’interno sono usciti allo scoperto bloccando il truffatore in flagranza. Contemporaneamente, all’esterno dell’abitazione, i colleghi hanno accerchiato l’auto usata per la fuga, dove il complice di 35enne attendeva a motore acceso in mezzo alla carreggiata. Entrambi gli uomini sono stati arrestati. L’intera refurtiva è stata interamente recuperata e restituita all’anziano proprietario.

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