Amici, famiglie e una nonna di 94 anni: questi i componenti de “Le Trappole” che costruiscono carri allegorici interamente a mano come si faceva una volta. Il gruppo, nato a Meldola negli ultimi anni, ha un obiettivo ben preciso: riportare in vita una tradizione capace di unire divertimento, creatività e socialità. È tutto nato per gioco dall’idea di Luca Strollo, fondatore del progetto, che racconta l’anima e la storia de “Le Trappole” a Riccardo Cappelli, fondatore della pagina Instagram “Storie di Meldola”: «Ho cominciato a fare i carri di Carnevale nel 2017, all’inizio eravamo solo io e due amici, ma nel tempo l’entusiasmo è cresciuto e, anno dopo anno, siamo riusciti a coinvolgere sempre più persone». Nel 2023 il gruppo nasce ufficialmente e arriva il momento della svolta: «A un certo punto, grazie all’esperienza maturata e alle diverse adesioni, abbiamo capito che era il momento di fare un passo in più. Così abbiamo iniziato a dar vita a progetti sempre più ambiziosi e a portare il nostro carro alle principali sfilate locali di Carnevale. All’inizio partecipavamo solo a Meldola e a San Martino in strada, oggi siamo presenti in quasi tutte le feste del territorio forlivese oltre a Faenza e Gambettola».
I carri de “Le Trappole”, a differenza di quanto avviene recentemente nelle grandi manifestazioni, sono interamente costruiti seguendo le tecniche tradizionali: si parte dalla creazione delle sagome di metallo, passando poi per la modellazione delle strutture con cartapesta e polistirolo e infine si arriva alla fase finale della pittura e dei dettagli. La realizzazione richiede molte competenze, il gruppo si affida a diversi professionisti come elettricisti, operai e insegnanti che mettono a disposizione il loro tempo libero per passione. «Ognuno contribuisce come può – spiega Luca – ed è proprio questo lo spirito che ci unisce». Sono i consueti imprevisti che emergono durante la costruzione dei carri, “le trappole” appunto, a dare il nome al gruppo meldolese. La colonna portante del progetto, oltre a molti altri familiari, è la nonna di Luca che, a 94 anni, contribuisce alla preparazione realizzando i coriandoli con la macchinetta. Fin dagli inizi non è mai mancato il supporto della comunità locale: «Numerosi commercianti di Meldola ci hanno supportato e, grazie al loro contributo, siamo riusciti a crescere e a portare i nostri carri in diverse manifestazioni del territorio». Per il futuro la visione è chiara: migliorare di anno in anno e cercare di riavvicinare sempre più persone alla tradizione dei carri di Carnevale. «È un modo per stare in compagnia e creare qualcosa per la comunità – conclude Luca – : soprattutto per i bambini, che sono i primi a divertirsi davanti ai carri».