Meldola, la Croce Verde Bidente in aiuto alla Bosnia

Nuova spedizione umanitaria della Croce Verde Bidente in aiuto della Bosnia. Domani, dal porto di Ancora, salperà una auto medica che sarà destinata al centro sanitario Stolac, della Federazione di Bosnia ed Erzegovina. Un ulteriore gesto di aiuto verso la popolazione. «Nel luglio scorso – spiega il presidente dell’associazione di volontariato, Romano Paglia – l’ultimo impegno profuso da Croce Verde è stato nella donazione di 50 letti ospedalieri, raccolti e donati dall’Irst di Meldola, per l’ospedale di Mostar nella Bosnia-Erzegovina, gesto di solidarietà reso possibile grazie alla sinergia tra associazioni e realtà del territorio, in particolare la Protezione Civile di Meldola. La donazione dell’automobile, invece, è stato possibile per il progetto Bosnia, grazie al Servizio sanitario regionale Emilia-Romagna, azienda unità sanitaria locale di Modena. L’automedica Fiat Scudo è stata immatricolata nel 2010, può soddisfare l’esigenza di realtà tipo la città di Stolac, che va ad integrare l’aiuto di un’altra ambulanza che abbiamo donato sempre nello stesso luogo ad ottobre scorso. In arrivo ne abbiamo un’altra, tipo Ducato anno 2012, munita di barella attrezzata».

La storia

Nata nel corso del 2013, grazie all’unione di un gruppo di volontari provenienti da diverse realtà e associazioni del mondo della cooperazione che hanno deciso di mettere in sinergia le proprie forze e le proprie capacità. La Croce Verde Bidente si impegna da sempre a favore delle popolazioni più bisognose in Italia ed all’estero. Un impegno che si basa tutto sul volontariato e sulla raccolta fondi nelle iniziative realizzate dai volontari: «Noi ci autofinanziamo – conferma Paglia –. L’ultima occasione è stata la festa della Madonna del popolo, quando le nostre azdore hanno cucinato per tre serate. Fondamentale anche l’aiuto della ditta Ceredi. Siamo in contatto con l’ambasciata italiana a Sarajevo che ci ha ringraziato per quanto facciamo e ci hanno detto che dovremmo entrare in un circuito per ricevere finanziamenti. Intorno al 20 ottobre dovrei andare in Bosnia perchè la nostra attività è quella di aiutare, ma anche di verificare che tutto sia andato a buon fine e che il materiale è arrivato a chi ne ha davvero bisogno».

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