Forlì, Melandri e i teatri: “Dobbiamo riconquistare il pubblico”

«Si può ripartire, sì, ma ancora non è legge, e poi bisogna definire come, perché parlare di una capienza dell’80% lascia un po’ interdetti». L’assessore alla Cultura del Comune di Forlì, Valerio Melandri, ricorda che quella espressa dal Comitato tecnico scientifico non è più che un’intenzione, al momento. «Deve seguire una disposizione legislativa – rimarca – gli eventi in programma oggi, tra cui “Colpi di scena”, sono programmati in base alle regole più restrittive ancora in vigore». Le condizioni entro cui verrà dettata la ripartenza, però, sottolinea Melandri, devono scontrarsi con un altro ostacolo: quello della «disaffezione del pubblico per gli spettacoli teatrali, e ancora più per il cinema». Mesi senza andare a teatro o peggio ancora al cinema, secondo l’assessore, «hanno abituato il pubblico ai film su Netflix sul divano di casa. E le abitudini, lo sappiamo, sono difficili da sradicare».

L’assessore alla Cultura, tuttavia, non si dice «pre – occupato», ma «occupato a riconquistare una parte di pubblico, che, mi rendo conto, è da riavvicinare agli spettacoli teatrali. Perché sì, io non ho dubbi: questo periodo di chiusura ha allontanato le persone dai luoghi della cultura». Ma allora come si spiega il grande successo dell’arena estiva del San Domenico e delle iniziative della Fabbrica delle candele? «Sono due contesti diversi – spiega Melandri – le attività proposte questa estate erano all’aperto, non ingenerano in un certo tipo di pubblico la preoccupazione del contagio. Lo stesso non avviene per i teatri: ci sono persone che hanno paura, e altre che si sono abituate a fare a meno dei teatri».

Oltre alle incognite legate all’appeal che i luoghi della cultura sono o meno in grado di esercitare ancora sul pubblico dopo ormai due anni di Covid, resta il nodo della “logistica”, della distribuzione dei posti a sedere, del mantenimento delle distanze. «Cosa significa capienza all’80%? Facciamo sedere tutte le file, tranne le ultime tre dietro che restano vuote?». «Io non penso sia facile governare il Paese in questa situazione – afferma Melandri . credo che tutti stiano facendo il possibile per ripartire e nello stesso tempo far avanzare la campagna vaccinale, in cui credo e che condivido. Ma ci sono scelte che dal punto di vista operativo lasciano spazio a grossi interrogativi». Il green pass, invece, nella visione di Melandri non pare avere azioni deterrenti al ripopolamento dei teatri. «Ormai gran parte della popolazione è vaccinata, soprattutto a Forlì. Per il resto, dovremo sempre fare i conti con una frangia di persone che non intende vaccinarsi, dobbiamo prenderne atto. Certo, se i tamponi fossero gratuiti …».

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