Medico scrive alla sindaca di Riccione: “No alla Settimana rosa”

RICCIONE. Il Comune di Riccione diffonde la richiesta di non fare svolgere la “Settimana Rosa”. Arriva infatti attraverso l’amministrazione comunale la richiesta di una mamma e medico ospedaliero di Perugia che ha scritto alla sindaca di Riccione Renata Tosi. “Non oso immaginare cosa accadrà durante la Settimana Rosa, quando ragazzi da tutta Italia si saranno dati appuntamento a Riccione, non esattamente con l’intento di stare a debita distanza gli uni dagli altri”, si legge nella lettera diffusa dal Comune.

“Mi chiamo Elena Sabatini, anestesista dell’ospedale di Perugia. Le scrivo in merito alla Settimana Rosa. Le scrivo, Sindaco, in quanto Lei è responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, ma in questo caso, a mio modestissimo avviso, anche dei cittadini di tutta Italia, perché quei ragazzi che parteciperanno agli assembramenti della Settimana Rosa poi torneranno nelle loro città, nei loro paesi di origine, e loro, i ragazzi, quasi sempre asintomatici per loro fortuna, dopo un mese torneranno a scuola, dove il virus potrà diffondersi senza difficoltà. I ragazzi, per loro natura, si sentono immortali, sfidano la sorte, le regole. Noi adulti dovremmo intervenire con regole di buon senso e di prudenza. Permettere una manifestazione di questo genere è una grande, pesantissima responsabilità per chi deve tutelare ed è responsabile anche penalmente della salute pubblica. Spero che quello che sta accadendo in Spagna e in altre parti del mondo possa essere di monito, qualora non bastasse quello che abbiamo vissuto direttamente a marzo e aprile, e induca ad un ripensamento riguardo l’opportunità di svolgere in questa fase delicata una festa che farà convergere a Riccione ragazzi da tutta Italia”. 

“Sono stata a Riccione la scorsa settimana – ha raccontato al telefono la dottoressa Sabatini, contattata dall’Amministrazione comunale – e devo dire che nei negozi, negli hotel, nei ristoranti e in spiaggia le regole vengono rispettate, ma immagino che spesso con la clientela più giovane questo lavoro diventa molto difficile. Ho scritto pensando di non ricevere risposta, oppure, di leggere solo parole formali, ma sono contenta di essere stata contattata. Sono una madre di un figlio adolescente e immagino quanta responsabilità abbiate voi come amministratori. Ho anche scritto su forum dedicati alla Settimana Rosa, ma le risposte che ho ricevuto sono state estremamente generiche. Mi chiedo ma visto il periodo che abbiamo vissuto non si poteva aspettare e rimandare la manifestazione all’estate del prossimo anno’?”

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