Il medico risponde: zanzare e caldo, come difendersi

Zanzare e caldo, binomio difficile da separare. Soprattutto nei periodi caratterizzati da giornate molto afose alternate ad altri giorni con piogge battenti, situazioni che anche quest’estate si stanno presentando ricorrentemente. I ristagni d’acqua, infatti, favoriscono lo sviluppo delle zanzare che hanno necessità di questo elemento, per compiere il proprio ciclo vitale. Per questo il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl e i Comuni, anche grazie a specifici finanziamenti della Regione Emilia-Romagna, hanno attivato un sistema di controllo integrato per il monitoraggio e la lotta preventiva alla zanzara. Ma l’aspetto fondamentale, affinchè queste misure abbiano effetto, riguarda tutti noi, perché dai comportamenti quotidiani di ognuno dipende il successo della campagna, come spiega il dottor Claudio Venturelli, entomologo Ausl ma anche studioso ed esperto di insetti, autore di numerose prestigiose pubblicazioni.

Claudio Venturelli


Dottor Venturelli perché è importante contrastare il proliferare delle zanzare?
“Negli ultimi anni, anche a seguito della proliferazione della zanzara tigre, è fortemente aumentato il rischio che si veicolino malattie potenzialmente gravi. La ‘tigre’ è in grado di trasmettere chikungunya, dengue, zika; e la zanzara ‘nostrana’ (nome scientifico zanzara Culex) può trasmettere il virus del West Nile, particolarmente pericoloso lo scorso anno anche in Romagna. Altro insetto comune e che il Dipartimento tiene sotto stretto controllo, è il pappatacio, vettore di malattie virali come meningite da Toscana virus o Leishmaniosi”.
E cosa si può fare per difendersi da queste minacce?
“E’ sempre più importante, dunque, agire in due direzioni: proteggersi a livello personale per non essere punti, e darsi da fare per limitare la proliferazione delle zanzare. Quest’anno, abbiamo elaborato e attivato, in anticipo rispetto agli anni scorsi, il ‘Piano Regionale Arbovirosi’ che prevede la sorveglianza e monitoraggio della presenza dell’insetto e le relative misure di controllo, sia preventive sia in situazione di emergenza in caso di focolai epidemici, incrementate per maggior cautela”.
L’opinione pubblica è stata adeguatamente informata?
“Certo, è stata attivata una apposita campagna informativa da parte della Regione Emilia Romagna. La campagna si intitola ‘Zanzara e altri insetti, impara a difenderti – Conosci, previeni, proteggi’, è costituita da materiali cartacei, da un video, un sito e una campagna ad hoc sulla pagina facebook della Regione ( @RegioneEmiliaRomagna )”.
Torniamo alla quotidiana lotta alle zanzare in generale e alla “tigre” in particolare: dottor Venturelli cosa può fare ognuno di noi?
“Va ricordato che il 70-80 per cento dei luoghi in cui si sviluppa la zanzara è negli spazi privati. Per cui tutti dobbiamo impegnarci al massimo per evitare i ristagni d’acqua. E questo lo si fa eliminando i sottovasi, pulendo i tombini condominiali e trattandoli con specifici prodotti o coprendoli con zanzariera, rimuovendo gli sfalci d’erba e tenendo puliti i giardini, non lasciando annaffiatoi e secchi con l’apertura verso l’alto, tenendo pulite fontane e vasche ed eventualmente introducendovi pesci rossi che mangiano le larve delle zanzare. Poi proteggere se stessi: all’aperto, in zone ricche di vegetazione, vestirsi con abiti chiari e a maniche lunghe e non utilizzare profumi. Meglio usare, anzi, repellenti su pelle e abiti (cautela per bimbi e donne incinte) seguendo le indicazioni fornite sul sito www.zanzaratigreonline.it . In casa utilizzare zanzariere, condizionatori e apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, in quest’ultimo caso sempre con finestre aperte”.

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