RAVENNA – Sarà l’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria di Palermo, ad accertare le cause della morte di Claudio Benedetti, deceduto mercoledì mattina mentre stava effettuando un’immersione nelle acque di Ustica. Il medico 66enne di Ravenna si trovava ad una profondità di circa 18 metri quando all’improvviso ha accusato un malore facendo segno delle difficoltà all’istruttore; è anche riuscito a risalire ma una volta giunto in superficie è caduto a terra privo di sensi senza più riprendere conoscenza. Vani i tentativi di soccorso; per Benedetti non c’è stato purtroppo nulla da fare. Una tragedia a cui hanno assistito impotenti gli altri sub che erano con lui, un gruppo di 8 persone tra cui il cugino, Roberto Plazzi, anche lui medico.

Proprio per appurare se il decesso sia riconducibile a un malore indipendente dall’immersione o se invece la morte possa essere in qualche modo collegata all’esplorazione dei fondali marini (che Benedetti stava compiendo con la sua attrezzatura personale), come prassi in questi casi il magistrato ha fissato l’esame autoptico. Stamane il conferimento dell’incarico al medico legale in vista dell’accertamento che dovrebbe compiersi nel pomeriggio e a cui sarà presente anche il consulente nominato dai familiari, assistiti dagli avvocati Ermanno Cicognani e Alessandro Docimo.

Ancora da fissare di conseguenza la data dei funerali; in base all’esito dell’autopsia e se non ci saranno intoppi, nella mattinata di sabato potrebbe essere concesso il nullaosta per il trasferimento della salma a Ravenna per le esequie, che è ragionevole ipotizzare possano essere celebrate all’inizio della prossima settimana. Nel frattempo la moglie Rita e la figlia Sara, anche lei medico come il padre, già ieri hanno raggiunto la Sicilia.

Pallavolista in gioventù e appassionato di sport (dal ciclismo al calcio, tifosissimo della Juventus), Benedetti – medico di base molto stimato e conosciuto in città non solo per la sua professione ma anche nel campo sociale (era socio del Lions Dante Alighieri oltre che membro del Panathlon e dell’Accademia italiana della cucina) lascia anche l’anziana madre; un mese fa aveva perso il padre Armando, ex direttore della Banca popolare di Ravenna e presidente negli anni Sessanta della Robur volley appena ricostituita.

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