Medicina del Turismo: l’epidemia di coronavirus

Sta dilagando in Cina l’epidemia causata dal coronavirus 2019-nCoV partita dalla città di Wuhan. La drammatica diffusione dell’epidemia era prevedibile considerando il numero di abitanti, la densità della popolazione, l’entità degli spostamenti in metropolitana, treno, autobus, aereo. Se un tempo le grandi epidemie di peste o colera impiegavano mesi per arrivare in Europa dall’Oriente attraverso le rotte del contagio, nei tempi moderni, considerando la rapidità e la diffusione del traffico aereo, esse si diffondono in poche ore.

Per questo motivo, gli aeroporti, e non più i porti come succedeva un tempo, rappresentano la porta di ingresso delle epidemie e devono quindi essere efficacemente presidiati.

L’infezione del 2019-nCov rientra nel gruppo delle “malattie emergenti”, malattie non presenti in passato, che autorevoli istituzioni, come i Centri di Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta, monitorano da molto tempo a tutela della popolazione americana e mondiale.

Anche la SARS, che nel 2003 colpì circa mille persone facendo oltre 800 morti fu dovuta ad un coronaravirus originatosi in Cina nella provincia meridionale del Guandong. Rispetto alla SARS, il 2019-Cov sembra avere una minore letalità, ma una contagiosità nettamente superiore.

Come la SARS, ma anche l’influenza aviaria dovuta a vari ceppi del virus, l’infezione dovuta al 2019-nCov è una zoonosi, una malattia cioè che colpisce sia l’uomo che animali e come nel caso delle altre infezioni ha avuto origine dalla grande promiscuità e contiguità che esiste in Cina tra gli uomini ed animali, domestici e selvatici, particolarmente evidenti negli affollati mercati dove vengono venduti animali vivi di ogni sorta.

È stupefacente constatare nella gestione dell’epidemia da parte del governo cinese come, a dispetto dei progressi scientifici e tecnologici registrati a partire da fine Ottocento, i metodi adottati per il contenimento dell’epidemia siano gli stessi di quelli adottati nei secoli passati, a partire dal 1400, per contenere la peste e di quelli adottati nell’Ottocento per contrastare le sette pandemie di colera: creazione di lazzaretti, cordoni sanitari, sospensione di fiere e mercati, bandi di sanità, sequestro domiciliare.

Mai però era successo nei secoli passati che queste misure fossero impiegate su una popolazione di oltre un miliardo di persone e che un cordone sanitario venisse utilizzato per isolare un paese della dimensione della Cina.

È difficile prevedere se le misure adottare dal governo cinese avranno successo. Giova però, in questo caso, che ad adottare queste misure sia un governo autoritario che possa prevedere pene severe a tutti coloro che dovessero infrangere le norme imposte. La conoscenza della storia delle grandi epidemie del passato e delle misure impiegate dagli stati per fronteggiarle costituisce dunque un patrimonio di esperienza fondamentale per gestire le emergenze dei nostri tempi.

* Medicina del Turismo

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