Mecozzi: “Squadra romagnola con i Dellai a Sanremo”

Federico Mecozzi è uno dei migliori violinisti al mondo, un vanto per la Romagna da cui proviene. Dopo aver girato il mondo insieme a Ludovico Einaudi, ha scritto e pubblicato musica sua, ottenendo un grande successo. Uno strumentista e compositore in grado di passare dalla classica al pop senza problemi. Ma Federico è anche un ottimo direttore d’orchestra e, in questa veste, tornerà a dirigere l’Orchestra della Rai al prossimo festival di Sanremo. <<Per me è la seconda volta – racconta – la prima fu nel 2019 con Enrico Nigiotti che gareggiava tra i big. Per lui curai l’arrangiamento e l’orchestrazione. Quest’anno torno con i Dellai, due gemelli di Cattolica che partecipano nella sezione Nuove Proposte dopo aver vinto Sanremo Giovani. Sono particolarmente contento di dirigere per loro perché sono romagnoli come me, saremo una squadra!>>.

<<La prima volta a Sanremo  – prosegue Mecozzi – è stato emozionante, c’era tanta tensione data dal nome, dall’Ariston, dalla televisione in diretta. Ma  in realtà è molto più quello che c’è dietro, in fondo la mia presenza sul palco dura solo tre minuti. Ma rimarrò a Sanremo una settimana. Viverlo da dentro, dietro le quinte, sicuramente ti svela una grande giostra, c’è del gran movimento, è tutto velocissimo. Ma è anche un’occasione di scambio, conoscenza , confronto con nuove persone e artisti, un’esperienza che vale la pena di fare anche se io sono più riflessivo… Ma sono contento di tornarci ancora di più in questo momento, perché si tratta di un nuovo stimolo per la rinascita in generale del mondo dello spettacolo. Le recenti polemiche partono da una prospettiva sbagliata, io voglio vederlo come un simbolo del ripartire di tutte le attività dello spettacolo, sarebbe solo positivo. Sono ottimista>>. Infine sul piano musicale: <<L’Orchestra della Rai è composta veramente di maestri, grandi professionisti di una bravura eccezionale. Con loro occorrono pochissime prove, sanno suonare davvero. Mi preoccupa di più il mio abbigliamento, perché mi riduco sempre all’ultimo…>>.

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