Matteo Gavazzi, “Frammenti” di danza a Cesenatico

Va in scena a “Ribaltamarea” una prima di danza contemporanea; è “Frammenti” e debutta stasera 29 luglio alle 21 nell’Arena Cappuccini di Cesenatico. La coreografia è di Matteo Gavazzi, ballerino e coreografo del Balletto della Scala di Milano. Dopo il suo “Delirium +Alchimia”, torna in Romagna con una nuova creazione interpretata da un piccolo ensemble di colleghi scaligeri, Francesco Mascia, Linda Giubelli, Domenico Di Cristo e Paola Giovenzana. Si aggiunge un passo a due dell’ungherese András Lukács tratto da “Movements to Stravinsky” (danzato in Scala a giugno). Lo eseguono la prima ballerina Virginia Toppi (applaudita con Roberto Bolle dal presidente Sergio Mattarella il 2 giugno per la Festa della Repubblica) in coppia con Gabriele Corrado.

Per la quarta volta dunque Cesenatico accoglie un progetto coreografico originale su suggerimento della viola romagnola Thomas Cavuoto, con danzatori della più importante compagnia di danza italiana che stanno crescendo come coreografi.

Come ouverture, apre il duo violino clavicembalo Simona Cavuoto e Filippo Pantieri con la “La follia” di Arcangelo Corelli.

Gavazzi, a 37 anni si sta costruendo un percorso da coreografo che la entusiasma; quale tema ha individuato per la nuova prima?

«Sono orgoglioso di debuttare a Cesenatico, significa che lo spettacolo dell’anno scorso è piaciuto. In questo caso l’urgenza mi ha spinto a raccontare la vita di noi ballerini. In particolare mi preme raccontare lo stato d’animo di noi danzatori, che è mutevole e poco considerato dalla gente. “Frammenti” descrive in cinque quadri frammenti della nostra vita quotidiana e artistica».

Come cambiano gli stati d’animo in questa sua coreografia?

«Cominciamo dallo specchio, il primo fondamentale elemento della giornata; lo specchio ti riflette costantemente per aiutarti a migliorare la tecnica davanti al pubblico. Nella seconda parte affrontiamo l’introspezione del lavoro quotidiano; in che modo ogni movimento si riflette nella nostra mente. Nella terza inserisco un momento di svago, la pausa caffè. Noi in Scala abbiamo un terrazzino dove ci incontriamo fra una prova e un’altra e raccontiamo quanto stiamo facendo, tra serio e faceto. Credo che sia una situazione che il pubblico non si immagina. Si arriva alla quarta parte e al teatro vero, ovvero la nostra esibizione in scena alle prese ora con drammi ora con commedia, satira. Chiudiamo con il dopo spettacolo del ballerino a contatto con il suo umore, di soddisfazione, mesto per avere sbagliato, malinconico per la conclusione della magia. Perché ogni ballerino ha l’ossessione di ballare, sempre, come un demone».

Quali le musiche per raffigurare gli eclettici sentimenti danzati?

«Sono molto diversificate, proprio per sottolineare i diversi momenti di vita del ballerino. Si comincia con un estratto da “American beauty” di Thomas Newman, a cui segue un pezzo di Peter Broderick che aiuta a entrare in un’altra dimensione, subentrano poi i tamburi giapponesi di “Kodo”. Particolare è la parte sul teatro dove contrappongo musica gregoriana a richiami di dijeridoo, a un pezzo dei Led Zeppellin; ci sono anche i belati di pecore a ricordo del teatro Kabuki; e un brano di Vivaldi a clavicembalo contrapposto a suoni di macchina da scrivere e al “boing” dei cartoni animati. Cambi di registro per alternare dramma a satira. Chiudiamo con il pezzo più conosciuto di Arvo Pärt, “Spiegel im Spiegel”, che aiuta a riflettere».

In che modo i movimenti del corpo riescono a esprimere i pensieri, e qual è la sua riflessione dopo il lungo periodo di chiusura della danza?

«È la cosa più difficile creare movimenti che esprimano profondità d’animo; ma questi miei colleghi, tutti bravissimi e versatili, sono disponibili a misurarsi in aspetti nuovi della disciplina. È un’arte, la danza, che andrebbe promossa tanto di più, portando al pubblico molti più spettacoli, con biglietti accessibili, purché dal vivo, cosa fondamentale per l’energia teatrale; sia nei parchi, sia al chiuso. La gente apprezzerebbe molto di più l’arte italiana. Abbiamo così tanti teatri che si potrebbero fare spettacoli tutti i giorni!».

Euro 15. Info: 0547 79274

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