Matteo Cavezzali alla Classense con “A morte il tiranno”

Si intitola A morte il tiranno e sarà presentato oggi per la prima volta in città l’ultimo libro dello scrittore ravennate Matteo Cavezzali. Pubblicato da HarperCollins, del volume si parlerà oggi alle 18 alla Biblioteca Classense nell’ambito della rassegna Il tempo ritrovato. Dialogherà con l’autore lo storico Alessandro Luparini.

Chissà quanti esseri umani, riflette l’autore, negli ultimi settant’anni hanno fantasticato di avere una macchina del tempo per uccidere Adolf Hitler prima che potesse prendere il potere e procurare tanta morte e sofferenza. Eppure nella Germania nazista ben pochi ritennero più giusto ribellarsi che obbedire. Due grandi scrittori come Henry David Thoreau e Lev Tolstoj teorizzarono la necessità della disobbedienza al potere dove corrotto e male esercitato, a patto che non si ricorresse alla violenza. Ma, dall’antichità greca e romana ai nostri giorni, molti importanti pensatori hanno invece ritenuto legittimo ribellarsi ai tiranni.

Matteo Cavezzali, che ha già indagato i meccanismi del potere e della giustizia in due libri acclamati dalla critica (Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini e Nero d’inferno), racconta e analizza le storie di donne e uomini che decisero di liberare il mondo da quelli che, a loro giudizio, erano mostruosi tiranni: i congiurati contro Cesare, Gaetano Bresci, i rivoluzionari francesi, Violet Gibson e Georg Elser che tentarono di uccidere Mussolini e Hitler, fino alla vera storia di Guy Fawkes che ha ispirato la maschera di “V per vendetta” poi ripresa dai manifestanti di Anonymous. In A morte il tiranno, legato all’omonimo podcast di Storielibere.fm realizzato con Gianni Gozzoli, le storie di tirannicidi riusciti o mancati diventano il modo per riflettere sulle strutture sociali, le psicologie uniche, le conseguenze imprevedibili delle azioni umane. Un libro che pone domande fondamentali tra cui quella che apre il libro: perché obbediamo al potere?

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