CERVIA. Aumentano le unioni civili (4 nel 2018), mentre i matrimoni civili (76) sopravanzano nettamente quelli religiosi (25). I divorzi, invece, sono più che raddoppiati dal 1996 ad oggi, raggiungendo la sessantina di casi. È sufficiente l’ufficio di stato civile, ora, per rompere il matrimonio, e questo spiega l’ultimo dato.
Il Comune, dal canto suo, promuove il “wedding” quale evento per valorizzare la propria immagine turistica, favorendone una ampia “visibilità”. «Pertanto si è avviato un servizio di supporto alla celebrazione dei matrimoni e alla costituzione delle unioni civili – recita la determina firmata dalla dirigente Daniela Poggiali –, in sinergia fra diversi enti della Amministrazione coinvolti nell’evento (Cervia informa, Demografici e segreteria del sindaco) e un soggetto esterno».

Quest’ultimo, già individuato in Cervia Turismo, curerà le attività propedeutiche alla perfetta riuscita del rito civile, fra cui il noleggio delle sale, gli allestimenti, la prenotazione di alberghi e ristoranti. Fino al 30 maggio la società a maggioranza pubblica percepirà 4.880 euro, a fronte di una previsione dello stesso Comune, che vede questo genere di turismo in crescita. «Anche nel 2020 la città sarà sede di un elevato numero d matrimoni e unioni civili – aggiunge infatti il documento – per cui proseguirà la collaborazione con Cervia Turismo, avviata nel 2019, cui sarà affidato il supporto e il coordinamento delle cerimonie».

Per chi intende festeggiare il fatidico “si” nei luoghi più romantici della città, sono disponibili a pagamento la torre San Michele e il Magazzino del sale. Oppure va di moda la spiaggia, dove diversi stabilimenti balneari si sono attrezzati al riguardo.

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