Massimo Roccaforte: riporto Nda in libreria

Parte da Rimini una iniziativa per certi aspetti coraggiosa e meritoria, visto che fa tornare in libreria il marchio NdA Press. Diretta da Massimo Roccaforte, si presenta infatti ai lettori la collana “La biblioteca del pensiero rivoluzionario” con il catalogo della casa editrice marchigiana Gwynplaine. Per il 2021 propone opere di Mao Tse Tung, Antonio Gramsci, Enrico Malatesta e Ulriche Meinhof, mentre è già in programma per il 2022 la pubblicazione di Il libro delle streghe e Padre padrone di Joyce Lussu.

Una nuova collana, in un Paese dove non si legge molto…

«In realtà i dati di lettura e vendita sono in crescita, e proprio in Italia l’editoria è il mercato con più alto fatturato in campo culturale, anche grazie ad alcune iniziative governative e alla vendita online».

In effetti l’ultimo “Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021)” del Centro per il libro e la lettura rileva che il numero dei lettori è passato dai 26.3 milioni di ottobre 2019 ai 27.6 milioni di ottobre 2020, mentre il fatturato complessivo ha registrato un +2,3% a fine 2020. Ma la saggistica resta comunque un genere non per tutti.

«Il vero problema semmai è l’iper produzione per cui tanti libri pubblicati faticano a raggiungere un pubblico. Le opere che editiamo noi invece sono dei classici che rischiavano di sparire, e che sono sicuramente oggetto di interesse da parte di studiosi, ricercatori e, ci auguriamo, anche di giovani che vogliano sapere di più sulla storia recente. L’operazione quindi è mirata, ha un intento culturale ed è basata su un’esperienza di oltre vent’anni in molte case editrici».

C’è un criterio con cui avete scelto chi e cosa pubblicare?

«Più che un criterio, uno studio specifico su titoli che vogliamo restino disponibili. Siamo consapevoli del fatto che si tratta di un’operazione di nicchia, e non potrebbe essere diversamente vista la tiratura, 500 copie, disponibili in libreria e anche on demand. Ma allo stesso tempo, come si dice, siamo sul pezzo: lo dimostrano i primi quattro autori pubblicati, numi tutelari della filosofia e del pensiero, con percorsi politici che hanno segnato il nostro tempo. In questo quadro è un po’ un’eccezione Rivoluzione e guerriglia metropolitana di Meinhof, ma ha guidato la nostra scelta la scarsità di scritti suoi in circolazione in Italia».

Se dovesse definire un denominatore della collana?

«Abbiamo sempre pubblicato libri di culture del margine e di opposizione: in politica, in musica, e ne siamo stati divulgatori. La nuova collana quindi è coerente con quanto abbiamo fatto, ed è per questo che speriamo che raggiunga i giovani: lettura e scrittura infatti non sono qualificabili secondo le categorie di “utile” e “inutile” nonostante le centinaia di titoli sugli scaffali delle librerie. Però è la qualità a dare valore a un progetto, e paga rispetto alla quantità regalandoci una capacità maggiore di leggere il mondo. Senza rigore, serietà, passione, invece, si è destinati a non esistere, o nella migliore delle ipotesi a limitarsi a galleggiare sulle cose…».

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