Massa Lombarda: “Il bus non si ferma e l’autista offende”. Lo sfogo di una mamma

Capita, purtroppo, di dover leggere che i conducenti degli autobus vengono presi a male parole, nella migliore delle ipotesi, da passeggeri pronti a tutto pur di non pagare o creare disordini. Talvolta succede anche il contrario. È quello che ha raccontato una mamma di Massa Lombarda (non la stessa di cui ha riferito il Corriere Romagna nei giorni scorsi e per la quale Tper ha provveduto subito a mettersi in contatto e chiarire l’accaduto). Tuttavia trattasi sempre di una ragazzina al primo anno di liceo. Questa volta la tratta è però diversa (Massa Lombarda/Fruges-Imola, dove si trova la scuola frequentata dalla figlia) ed è coperta da due corriere recanti il numero 152 e 154.

«È già successo troppe volte che gli autobus scolastici ignorino gli studenti fregandosene della fermata – racconta dispiaciuta la madre –. E per di più sono stati incolpati i ragazzi per non aver “alzato la manina” e segnalato correttamente la necessità di prendere quel mezzo. A questo punto sono andata personalmente a Imola per parlare con il capo movimento di Tper».

Ma è proprio da questo colloquio che nasce uno spiacevole episodio.

«Sono stata autorizzata a filmare il passaggio e la non fermata degli autobus a riprova di quanto lamentato – prosegue la donna – e quindi ho immortalato quelle scene. Tuttavia un conducente vedendomi col telefono in mano ha iniziato ad attaccarmi verbalmente e rimproverare le condotte di mia figlia e di quel cenno mancato. Come se non bastasse, quando ha chiuso le porte ed è ripartito, la serie di affermazioni offensive nei miei confronti è continuata anche davanti a mia figlia che, trovandosi sola, ha provato una sensazione di paura e disagio».

Assistendo a quella scena, altri ragazzi presenti sul mezzo hanno registrato quella sfilza di parole infuocate che l’autista ha proferito davanti a quei ragazzini. File audio che sono arrivati poco dopo alla madre, provocando la sua ira.

La compagnia di trasporti che effettua quella tratta, contattata telefonicamente, minimizza però l’accaduto e assicura di aver chiarito l’accaduto e risolto quell’incomprensione sulle fermate. Da qualche giorno infatti, come riferiscono gli stessi interessati, il problema sembra essere risolto.

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