Visualization of the coronavirus causing COVID-19

Prima del Covid-19 c’è stato un anno il cui numero dei decessi tra gli anziani era stato particolarmente alto in Romagna: il 2017, quando l’influenza stagionale aveva giocato d’anticipo e il picco arrivato a fine dicembre era stato particolarmente virulento tra gli over 65. Il 2016 aveva avuto invece un inverno relativamente tranquillo sul fronte delle morti per anziani. Nel gioco delle medie, il 2018 e il 2019 si ponevano a metà tra questi due estremi e il 2020 almeno fino alla fine di febbraio si poneva placido su questo andamento, almeno fino alla fine di febbraio. Poi i dati Istat certificano per i comuni della Romagna una vera e propria esplosione che ha portato alcuni territori ad avere, a fine a marzo, decine di over 65 morti in più rispetto alla media dei quattro anni precedenti.

Su quanto uccida il coronavirus si è discusso molto almeno finché la visione di camion dell’esercito incolonnati sulle strade di Bergamo ha portato via dall’opinione pubblica ogni tipo di sofismo sui morti “per” o “con” Covid-19. Il dubbio, semmai, è se in certi territori i dati non siano sottostimati. L’Istituto superiore di sanità dice che l’età mediana dei pazienti deceduti e positivi al Covid aveva 78 anni e la morte arriva, in media, una decina di giorni dopo la diagnosi. Una fine piuttosto veloce anche perché il virus va a volte ad aggravare un quadro clinico con altre patologie mentre in altre occasioni indebolisce il sistema immunitario favorendo l’insorgenza di infezioni letali.

Per capire quanto uccide il Covid-19 l’Istat ha preso un’iniziativa inedita e pubblicato i dati della mortalità quasi in tempo reale. L’Istituto di Statistica ha pubblicato i dati dei decessi per qualunque causa (non solo per coronavirus) dal primo gennaio ad oggi per i comuni confluiti nella banca dati nazionale Anpr. Al momento i dati pubblicati riguardano 1.450 territori. I numeri vengono poi confrontati con quegli degli anni precedenti. In Romagna mancano alcuni importanti comuni (Forlì e Ravenna su tutti) ma è probabile che vengano inseriti nelle prossime settimane, quando l’istituto di statistica aggiornerà il database. Il dato complessivo della mortalità mostra così quanto, in effetti, la pandemia stia incidendo sui decessi. Per la nostra analisi, che riguarda i territori più colpiti o le città principali di cui sono stati pubblicati i dati, abbiamo preso in considerazione la fascia degli anziani (over 65) analizzando le morti tra gennaio e marzo nelle annate 2016-2020.

Quasi inevitabile partire da Medicina, comune del circondario Imolese e centro di un pericoloso focolaio che ha portato la regione a blindarla in una notte di metà marzo. Il primo caso era stato accertato il 4 dello stesso mese. Fino ad allora il 2020 era stato l’anno migliore per numero di decessi tra gli anziani. Rispetto alla media 2016-2019 nei primi due mesi dell’anno c’erano stati 11 morti in meno, per un totale di 22. Tutto sarebbe cambiato in una bocciofila, dove tanti anziani hanno – secondo le indagini epidemiologiche dell’Ausl – contratto il virus. La settimana della scoperta del primo contagio i morti erano già saliti a 30. La settimana successiva, quando è scattato il blocco, erano diventati 47. A fine marzo gli anziani morti nel 2020 erano 64: la curva dei decessi parla da sola ed è piuttosto impressionante, 42 di queste persone sono morte a marzo.

La storia più simile a Medicina è quella di Cattolica. È qui che abita il primo paziente positivo in provincia di Rimini, un 71enne. Il tampone dà esito positivo il 25 febbraio. Fino ad allora i decessi tra anziani nel Cattolichino erano in linea con gli anni precedenti: 25 morti, equamente divise tra gennaio e febbraio. La progressione con cui il 2020 ha scalato le posizioni da quel giorno di fine febbraio è impressionante: l’8 marzo – ultima domenica di “normalità” prima del lockdown totale – la riviera si riempiva di turisti che non sapevano che quella settimana a Cattolica gli over 65 morti erano già diventati 45, dato che faceva già del 2020 l’inverno peggiore degli ultimi cinque. Il 28 marzo i morti nel Cattolichino sono saliti a 58: ben 30 in un mese.

Nel comune di Rimini la curva del 2020 è meno esplicita rispetto a quella di Medicina ma qualcosa racconta. Si vede ad esempio che fino al momento del primo contagio, ultima settimana di febbraio, il numero di anziani morti era in linea con gli ultimi due anni. Al 29 febbraio i decessi totali tra gli over 65 sono 256, esattamente gli stessi del 2019. Da allora l’incremento è lento ma costante. Un mese dopo sono 425. Lo scorso anno erano 383. La media 2016-2019 è di 366,5 decessi e il 2020 la supera del 15%. A Riccione il primo caso porta la data del 28 febbraio. Anche nella Perla era stato un anno relativamente tranquillo per gli over 65 fino ad allora – 58 morti, solo nel 2016 era andata meglio – e anche in questo caso la curva cresce in fretta. Due settimane dopo i decessi sono 81, altri sette giorni per superare il 2017 e arrivare a quota 97. A fine marzo, dice l’Istat, gli anziani morti sono 112. Un mese che si è portato via 54 nonni riccionesi.

Non è andata così dappertutto. Nella provincia di Forlì il virus ha colpito più duramente dalla fine di marzo in poi (molti decessi sono stati registrati ad aprile) e così bisognerà aspettare l’aggiornamento Istat relativo alle ultime settimane per capire in che modo la pandemia ha inciso sui decessi. Qualcosa, però, si può già notare a Cesena: il primo caso qui si è manifestato con un certo ritardo rispetto al resto della Romagna (era il 7 marzo) ma i grafici mostrano chiaramente l’accelerazione di un andamento annuo che fino ad allora era stato il migliore dal 2016. Le 94 morti contate al 28 pareggiano, con tre giorni a disposizione in meno, il marzo peggiore degli ultimi anni: il 2018 e portano il 2020 ad un’accelerazione che sarà ancora più evidente nei dati di inizio aprile.

A Ravenna i due comuni più grandi tra i dieci di cui i dati sono a disposizione sono quelli di Lugo e Faenza. La mortalità tra gli anziani a fine marzo era più alta nel primo dei due: fino al 15 febbraio nel Lughese il numero di morti tra gli over 65 era più in linea con i due anni migliori degli ultimi quattro, con 51 persone decedute. Da metà febbraio in poi però il grafico mostra un andamento che comincia ad inclinarsi in maniera decisa tanto che a fine mese, quando il 28 viene riscontrato il primo tampone positivo del territorio, l’anagrafe aveva registrato altri venti decessi per un totale annuo di 71. Il 2020 era già diventato l’anno peggiore dopo il 2017. Un mese dopo lo ha quasi raggiunto: 125 morti, contro le 131 di tre anni fa, con 54 morti soltanto a marzo. L’andamento faentino è simile a quello cesenate: il primo tampone positivo è arrivato l’8 marzo e gli anziani morti sono passati in venti giorni da 149 a 185. Due in meno dello scorso anno (il peggiore degli ultimi cinque, con 187 deceduti) ma anche qui il sorpasso pare ormai inevitabile. A marzo a Faenza sono morti 65 anziani.

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