Marradi, mobilitazione in Romagna per la “Fabbrica dei marroni”

Prosegue il presidio di lotta e protesta contro la delocalizzazione a Bergamo dell’Ortofrutticola del Mugello. La fabbrica dei marroni, come viene chiamata, è stata acquisita dalla ItalCanditi che ha annunciato un accentramento della lavorazione nella sede centrale lombarda, lasciando di stucco un intero territorio, una novantina di dipendenti tra fissi e stagionali e tutto un indotto legato al prodotto e al brand costruito intorno al pregiato frutto stagionale. Nel tentativo di fermare la decisione aziendale si è sollevato un vero plebiscito popolare, politico, sindacale e perfino ecclesiastico, di condanne sia in Romagna che in Toscana: i dipendenti sono infatti spalmati tra le provincie di Firenze, Ravenna e Forlì.

Sul versante romagnolo, dopo la mobilitazione dei sindacati e delle associazioni di categoria, ieri sono arrivate altre stigmatizzazioni alla delocalizzazione: «assicuro che qualsiasi passo per far rientrare la decisone sarà sostenuto – ha detto il presidente dell’Unione dei Comuni faentini, Massimo Isola –. È inaccettabile che un’azienda, punto di riferimento economico venga trasferita per puro calcolo d’interessi senza tenere in alcun conto i gravi danni all’economia delle nostre zone. Hanno fatto bene i castanicoltori a dichiarare l’indisponibilità a fornire il prodotto all’azienda. Il mio pensiero è rivolto ai dipendenti in lotta, per conservare il posto di lavoro: un diritto sancito dalla Carta costituzionale».

Il sindaco di Brisighella Massimiliano Pederzoli ha scritto tra gli altri anche al presidente della Regione Bonaccini, chiedendo «un deciso intervento a tutela dei posti di lavoro e delle produzioni». La vertenza inoltre è approdata in parlamento, dove i deputati Simona Vietina (attuale sindaco di Tredozio) e Stefano Mugnai, entrambi di Coraggio Italia hanno richiesto l’intervento del ministro del Lavoro Andrea Orlando. «Non vi è nessun reale motivo economico a giustificare il trasferimento – spiegano –. Il fatturato della Italcanditi è florido, 8,7 miliardi di euro, anche grazie al contribuito dei lavoratori dell’Ortofrutticola. A sole nove persone sarà offerta la possibilità di un trasferimento a Pedrengo, mentre non appare chiaro il futuro degli stagionali. Si tratta di una penalizzazione per la comunità, verrà meno un indotto che dal 1984 a oggi si è specializzato nella produzione e lavorazione dei marroni».



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