Marradi, azienda a rischio di chiusura

Faenza

«La battaglia è appena iniziata e la faremo tutti insieme»: parola del sindaco di Marradi Tommaso Triberti, il primo a mobilitarsi per la salvezza dell’Ortofrutticola del Mugello, la più importante realtà industriale locale legata all’economia agricola, all’occupazione, alla produzione e lavorazione delle castagne.
La ventilata delocalizzazione a Bergamo, qualora avvenisse, oltre alle ripercussioni sull’economia, danneggerebbe l’immagine stessa del paese, riconosciuto come “capitale della castagna”. Senza lo stabilimento, Marradi sarebbe mutilato, verrebbe a mancare un elemento fondamentale della filiera, ne risentirebbe il brand della castagna comprese le frequentatissime sagre, i pregiati marron glacé, qui prodotti e ordinati perfino dalla regina Elisabetta d’Inghilterra, il turismo, la cultura.


In merito all’occupazione, sono coinvolti una decina di lavoratori fissi e un’ottantina di stagionali non solo di Marradi ma anche di Brisighella, Fognano, Palazzolo e alcuni perfino dal Forlivese (Modigliana), in larghissima maggioranza tutte donne. Ecco perché la vicenda riguarda un vasto territorio che valica i confini regionali e provinciali.

«Purtroppo – riferisce il sindaco Tommaso Triberti – la volontà della nuova proprietà, la Ital Canditi di Bergamo, controllata da fondi di investimento stranieri, è di chiudere e spostare tutto a Bergamo: una pugnalata al cuore del nostro paese, perché la nostra fabbrica dei marroni è un punto di riferimento, un volano per il territorio, perciò faremo di tutto affinchè ciò non accada».
Sono molti nelle alte valli del Faentino che lavorano nello stabilimento di Sant’Adriano, oppure hanno un famigliare o un amico a cui verrebbe a mancare un reddito, con ripercussioni anche sulle coltivazioni, le produzioni.

Per far fronte alla crisi già ieri si è tenuta in teatro un’assemblea tra dipendenti, istituzioni e sindacati, mentre il 3 gennaio sarà aperto un Tavolo di crisi in Regione Toscana «ma non so se parteciperanno i vertici aziendali – afferma Triberti – di certo metteremo in campo tutte le forze che abbiamo per scongiurare questo durissimo colpo».
Si profilano inoltre assemblee pubbliche e manifestazioni: «Decideremo come organizzare la battaglia che deve essere di tutto il paese, della comunità e del territorio. Faremo un consiglio comunale aperto, probabilmente alla fine della prossima settimana, dopo il tavolo di crisi, da svolgersi all’esterno a garanzia del distanziamento».

Il sindaco ha ottenuto l’endorsement del collega di Firenze e presidente della Città Metropolitana, Dario Nardella: «Saremo al fianco del sindaco di Marradi – ha detto quest’ultimo – perché la delocalizzazione è un meccanismo sbagliato. Lo spostamento a Bergamo deve essere fondato su motivazioni veramente gravi per poter essere sostenuta. Sia chiaro che noi non staremo a guardare».
Ai lavoratori fissi sarebbe stata offerta la possibilità di trasferirsi in Lombardia: «Ma come si fa a proporre una cosa simile – chiosa ancora Triberti – è tutta gente che ha la famiglia qui, la casa, i suoi progetti di vita».

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