“Marocuba” il jazz cubano-marocchino al teatro Bonci di Cesena

È una miscela sonora dal gusto pieno, profondo, intenso, con un eccitante sapore jazz, quella di “Marocuba” il concerto al teatro Bonci di Cesena, stasera alle 21. Sul palco due protagonisti di fama internazionale; la star è Marialy Pacheco (1983) da Cuba, fra le migliori pianiste jazz, vincitrice dieci anni fa del famoso festival jazz di Montreux come piano solo, prima donna a ottenere questo riconoscimento. Per il progetto “Marocuba” ha chiamato il percussionista e batterista marocchino Rhani Krija, pure lui fra i più richiesti nel jazz ma anche nella world music, nel rock e nel pop; per molti anni ha suonato con Sting. La solare Marialy Pacheco racconta di sé con passione.

Pacheco, a Cuba fa parte del proprio bagaglio nutrirsi di musica e altrettanto del ballo. Cosa l’ha spinta a preferire la musica, forse è dovuto alla sua famiglia di musicisti?

«Mi sono innamorata del pianoforte dopo che mio padre mi portò a un concerto di pianoforte classico all’Avana. Io volevo fare la ballerina ma, dopo quel concerto, rimasi ipnotizzata dalla bellezza del pianoforte. Così a 7 anni iniziai a studiare nel conservatorio di L’Avana».

Lo studio del pianoforte classico è diffuso fra le ragazze, meno lo è lo studio del pianoforte jazz.

«In realtà per tredici anni ho studiato pianoforte classico. Poi accadde che, il giorno del mio 15° compleanno, mio zio chitarrista e cantautore mi regalò l’album “Köln Konzert” di Keith Jarrett. Quel disco mi ha cambiato la vita, da allora Keith Jarrett diventò una delle mie più grandi ispirazioni. Dopo aver ascoltato quel suo modo di suonare mi resi conto che c’era un altro mondo oltre alla musica classica, un mondo di libertà e creatività. Era il mondo del jazz. Quello fu l’inizio del mio amore per il jazz».

Il jazz al femminile sembra molto meno presente rispetto a quello maschile, esistono disparità?

«Anch’io ho incontrato molti più jazzisti; però la differenza secondo me non sta fra uomini e donne, ma piuttosto nella qualità del pianista. Per una donna è più difficile essere presa sul serio, purtroppo; a maggior ragione dev’essere la tua qualità di artista e di pianista ciò che ti definisce davvero, non il tuo sesso».

Nella musica si arriva per meritocrazia?

«Sì ma non solo; nel mondo della musica di oggi la fortuna gioca un ruolo importante, così come la conoscenza delle persone giusto; l’incontro giusto in un istante può cambiarti la vita e la carriera».

Qual è il jazz che preferisce?

«È quello che viene veramente dal cuore. Onesto e autentico. Senza ego. Solo pura musica con una storia da raccontare».

Perché ha voluto al suo fianco il percussionista marocchino Rhani Krija?

«Rhani non è “solo” un percussionista. Per molti anni ha suonato con Sting e non per caso. È un percussionista unico nel suo genere, possiede estrema sensibilità e conoscenza di ciò suona. Il fatto di provenire dal Marocco ne aumenta la grandezza, gli procura una gamma ancora più ampia di colori e di strumenti. È un onore per me suonare con lui. Ci comprendiamo l’un l’altro in modo speciale, entrambi così uniti dalle nostre radici africane di Marocco e Cuba; fatto questo che rende ogni volta magico il nostro incontro sul palco».

Cosa può aggiungere di lei come donna e musicista?

«Avere vinto il Montreux piano competition mi ha aperto molte porte, specialmente in Europa. Oggi vivo in Germania, paese meraviglioso in particolare per le arti. Lì ho costruito la mia carriera, ho trovato l’amore e splendidi amici. La mia vita è in Germania anche se di Cuba mi manca la mia famiglia». Euro 26-15.

Info: 0547 355959

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