Una richiesta di aiuto giunta dal Marocco, una situazione di violenza e maltrattamenti in ambito familiare, questo è lo scenario segnalato nei giorni scorsi agli investigatori della Squadra Polizia Giudiziaria del Commissariato di Cesena, che hanno soccorso una ventiseienne magrebina, residente in un Comune limitrofo, precisamente in San Mauro Pascoli, vittima da circa quattro anni delle vessazioni del marito, un trentaquattrenne suo connazionale.

La giovane vittima, madre di due bambini in tenera età, frutto di un matrimonio combinato dalle famiglie. come da ancestrali consuetudini in uso nel paese di origine, stanca delle ripetute violenze fisiche e psichiche subite dall’uomo, che la segrega in casa durante la sua assenza e la rende cosi incapace di interagire con il mondo esterno, chiede aiuto ai suoi parenti che vivono in Marocco, inviando loro brevi messaggi vocali e foto raffiguranti tumefazioni sul suo corpo.

Lamento recepito da alcuni congiunti che lo veicolano poi in Italia ad un loro connazionale, qui residente, al fine di un intervento della Polizia.

Gli investigatori del Commissariato di Cesena, portatisi presso la residenza interessata, riscontrano una situazione familiare critica per le condizioni di degrado igienico/sanitarie in cui il nucleo familiare vive.

Alla presenza dei poliziotti, la donna, non comprendente la lingua italiana, lontana dalla vista del marito e con l’ausilio di un interprete di lingua araba, conferma il suo stato di sopraffazione in cui è costretta a vivere e pertanto viene accompagnata, unitamente ai figli, presso il Commissariato. Qui, dopo aver inteso sporgere denuncia contro lo stesso e dichiarata la volonta di allontanarsi dalla casa familiare e dal coniuge, poiche teme che questi le sottragga i bambini per vendicarsi dell’intervento delle forze dell’ordine, viene collocata, unitamente alla prole, in una casa protetta ed attuato il protocollo di protezione per le vittime delle violenze di genere (codice rosso).

L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Forlì, per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni.

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