Marisa Laurito al teatro Masini tra persone naturali e strafottenti

Una Napoli non da cartolina, quella che Giuseppe Patroni Grifi metteva in scena nel gennaio 1974 con Persone naturali e strafottenti. Giancarlo Nicoletti ne dirige ora un nuovo allestimento, che arriva al teatro Masini di Faenza questa sera (ore 21). Nella versione originale, sul palco c’erano Pupella Maggio (l’affittacamere Violante), Mariano Rigillo nel ruolo del travestito Mariacallàs, mentre i due clienti erano un giovanissimo Gabriele Lavia e Arnold Wilkerson. Oggi affrontano una bella sfida d’attore Marisa Laurito con un ruolo che segna il suo ritorno alla grande drammaturgia, lo stesso Nicoletti nel complesso e sfumato personaggio del “femminiello”, mentre il Premio Ubu Giovanni Anzaldo interpreta Fred e Livio Beshir, dopo numerose esperienze teatrali, cinematografiche e di conduzione televisiva, impersona il “nero, non bello” Byron.

È una storia di solitudini, Persone naturali e strafottenti: i quattro si incontrano nella stanza di Donna Violante, la notte di Capodanno, mentre fuori impazzano i botti e i fuochi d’artificio, e tutta la città festeggia la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo. La proprietaria è l’ex cameriera di un bordello, che ora affitta qualche camera senza licenza e senza fare troppe domande. Da lei spesso si reca Mariacallàs: dopo aver fatto la bella vita come amante e mantenuta di un ricco armatore (di qui, il soprannome…), ora subaffitta la stanza a chi ha bisogno di un posto discreto. La notte di Capodanno appunto si incontrano lì due giovani: Fred, uno studente omosessuale, e Byron, un giovane poeta arrabbiato con il mondo e frustrato perché pensa di non aver successo nella sua arte a causa del colore della pelle. Intorno ai quattro, un luogo claustrofobico più che protettivo, che insieme a tanto altro fa esplodere la rabbia per un destino molto peggiore di quello che i personaggi avevano sognato. Tutti infatti si sentono schiacciati dal fallimento, sia i due più anziani che hanno ormai consumato molte delle proprie speranze, sia i due giovani che non sembrano avere alcuna prospettiva sul futuro. Ma possiamo parlare di una tragicommedia, e infatti sono molti i momenti comici, scaturiti dalla quasi inconsapevole arguzia dei personaggi, dalla tendenza naturale a vedere il lato grottesco e divertente delle cose, dai doppi sensi e dalle battute. Sono persone “naturali” infatti, quelle messe in scena, non macchiette, personaggi sopra le righe o a una sola dimensione, e la loro strafottenza finisce per rivelarsi una forma di difesa, una reazione a una condizione in cui non si riconoscono. A Violante, poi, Marisa Laurito regala tratti di umanità che già erano stati disegnati da Patroni Griffi per Pupella Maggio, e che l’attrice sa fare suoi. Sicuramente, oggi la pièce desta meno scandalo e polemiche di quando fu rappresentata a metà degli anni Settanta. Restano però evidenti e forti il marchio della partecipazione profonda da parte dell’autore, e una comprensione senza giudizio per quei quattro destini umani. Biglietti: € 29-16 euro.

Info: 0546 21306

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