Mario Calabresi: Il cambiamento grazie a proposte costruttive

L’audio sta avendo una nuova vita grazie ai podcast. Scaricabili attraverso internet, possono diventare un importante momento formativo specie per la sostenibilità. Verde lo ha chiesto a Mario Calabresi, ex direttore della Stampa e della Repubblica, ora amministratore delegato di Chora Media e tra i fondatori di questa start-up.

Calabresi, dagli anni Settanta parlare d’ambiente si traduce spesso in un’informazione che mette al centro il tema dell’emergenza. Quale effetto invece può avere un racconto positivo di buone pratiche legate alla sostenibilità?

«Io sono convinto che sui temi dell’ambiente e della sostenibilità fare solo denuncia possa risultare controproducente perché crea sfiducia ed è paralizzante. Io credo, soprattutto, che quando si parla alle generazioni più giovani si debba fare una proposta costruttiva, cioè si debba spiegare che cosa si può e si deve fare per cambiare le cose. Per creare, quindi, possibilità di cambiamento. Il racconto positivo non è un racconto stucchevole, edulcorato o finto. Non deve essere questo, ma deve essere invece un modo di dirci che un futuro è possibile, che il cambiamento è possibile. Questo, secondo me, può avere un effetto positivo sulla società infinitamente più grande rispetto a una denuncia che finisce per far pensare che tutto è perduto, che tutto è nero e che siamo in un vicolo cieco».

C’è sempre più interesse attorno al mondo dei podcast. Dal vostro osservatorio, c’è una particolare richiesta di podcast con temi legati alla sostenibilità?

«Il mondo dei podcast sta crescendo in un modo incredibile, in tutto il mondo, ma adesso anche in Italia. Uno dei motivi è che l’uso della voce permette di spiegare la complessità, permette di fare racconti che sono immersivi e creano fiducia. C’è una particolare richiesta di contenuti che parlano di sostenibilità, il tema della sostenibilità è sentito in modo fortissimo soprattutto nelle generazioni più giovani. Lo è negli adolescenti, ma lo è anche molto tra i ventenni e i trentenni e il podcast sta diventando uno strumento veramente principe per questo, perché è ascoltatissimo proprio da quelle generazioni. Se guardiamo a chi ascolta i podcast su Spotify, i ventenni e trentenni sono le due fasce di età prevalenti. A questo aggiungiamoci che proprio il podcast è capace di spiegare in modo comprensibile anche tematiche più complesse, che non possono essere risolte con un post su Instagram o con un tweet».

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