Marie Losier al Santarcangelo Festival

Cinema e teatro si incontrano, si fondono, collidono, si “sovrimprimono” anche con audacia al Santarcangelo Festival, come si è visto giovedì sera nell’intenso e appassionante duetto iper-felliniano “Sovrimpressioni” di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini alla Sala Pamphili di Rimini.

Il cinema è ancora protagonista della terza giornata. Anche quest’anno Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande dei Motus hanno voluto affidarsi al Fimmaker Festival di Milano, portando a Santarcangelo, con la curatela di Luca Mosso e Matteo Marelli, una maratona di cinema (a distanza ravvicinata, al Supercinema, ingresso libero) che prenderà il via alle 12 di oggi per terminare intorno alle 24. Dodici ore di flusso incosciente di libere associazioni e dissociazioni. Tra i corti in programma anche quelli della regista a curatrice francese Marie Losier, di cui lo scorso anno si era visto il film “Felix in Wonderland”.

Regista e curatrice, “performatrice” di cinema, di visioni. Suoi lavori sono stati presentati al Moma di New York, ma anche al Festival di Cannes, a Berlino, Rotterdam, Londra, Tokyo, Parigi. Nata in Francia 49 anni fa, si è formata nella scena underground e della neo avanguardia newyorchese.

Quest’anno Marie Losier è al Festival anche con un progetto speciale che coinvolge il pubblico di Santarcangelo: creerà un set cinematografico ispirato ai film di Carmelo Bene e Sergei Parajanov. Gli spettatori, forniti di oggetti e costumi originali, saranno invitati a entrare, da soli o in compagnia, e prendere parte ad alcune semplici scene che diventeranno parte di un prossimo film dell’artista, “Shoot and smile!”.

Losier, lei gira film con una cinepresa 16mm. Perché questa scelta di girare in analogico e non in digitale?

«Lo faccio da 25 anni e con la stessa macchina da presa. È il mio modo di lavorare e il materiale della pellicola assomiglia molto alla pittura. Realizzo come dei quadri viventi. È un po’ tornare al cinema delle origini, al cinema di George Meliès, dei suoi trucchi magici. Allo stesso modo in cui i pittori scelgono di lavorare con i colori a olio io scelgo di lavorare con la pellicola 16mm».

Cosa sarà “Shoot and Smile!”, il corto che realizzerà a Santarcangelo?

«Sarà un lavoro basato sull’improvvisazione. Non ci sarà sonoro e il montaggio sarà fatto durante le riprese. Sulla scena ci saranno molti animali finti, anche imbalsamati. È una caratteristica dei miei lavori utilizzare diverse forme animalesche, mi interessa il gioco della trasformazione».

E perché si ispirerà a film di Carmelo Bene e del regista georgiano Sergei Parajanov?

«Amo il loro cinema, così vicino alla pittura, pieno di colori. E allo stesso tempo il loro era un modo di fare cinema artigianale, fuori dalle logiche delle grandi produzioni. Un tipo di cinema dove c’è la componente del sogno, come in Fellini».

Le piace il cinema di Fellini?

«Certamente, ha avuto una influenza enorme sul mio lavoro. Anche i suoi disegni».

Per partecipare allo shooting, in programma in diversi orari in via Cavour 36 (17; 17.20; 17.40; 18; 18.20; 18.40; 19; 19.20; 19.40) è necessario ritirare il tagliando in biglietteria a partire dalle ore 10. È possibile partecipare in coppia, in trio o in quartetto.

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