“Maria Stuarda” , atto d’accusa contro i meccanismi dei potenti

“Maria Stuarda”: una potente partitura scenica divenuta sfida per due straordinarie attrici, la milanese Laura Marinoni e la genovese Elisabetta Pozzi, che stasera (ore 21) saliranno sul palco sammarinese del teatro Nuovo di Dogana, interpretando a sorpresa i panni di Elisabetta I e Maria Stuarda.

Nella messa in scena, diretta dal regista d’opera e di prosa di fama internazionale Davide Livermore, i ruoli sono infatti intercambiabili e ciò accade ogni sera. Vestite con costumi firmati da Dolce & Gabbana, letteralmente se li contenderanno e, replica dopo replica, le due interpreti scopriranno chi vestirà i panni dell’una o dell’altra protagonista. A decidere la sorte sarà un gioco teatrale, che nel prologo dello spettacolo indicherà quale delle due attrici sarà la regina destinata a regnare e quale destinata a perire.

Il lavoro è tratto dalla “Maria Stuarda”, di Friedrich Schiller, rappresentata per la prima volta in Germania nel 1800, che restituisce il confronto serrato e tragico tra Maria Stuart, cattolica regina di Scozia, e la protestante Elisabetta I che si contendono la corona d’Inghilterra. Lo scontro è implacabile, con anche le parole che diventano armi capaci di uccidere. Politica, religione, potere, intrighi e passioni pubbliche e private si mescolano nel violento affresco storico che il regista ambienta in una scena claustrofobica, dominata da una grande scalinata. Uno di quei non-luoghi attraverso la cui astrazione emerge il senso della rappresentazione, perché non è importante sapere se lo spazio in cui i due opposti si specchiano e si scontrano è una corte, una prigione, un giardino o un palazzo.

Ciò che conta nella tragedia, secondo la regia, è la riflessione sul rapporto tra donne e potere. La regina Elisabetta assume su di sé l’aggressività maschile pur di vincere la sfida con la rivale. Livermore invece cerca di farsi ispirare da un «principio femminile del diritto», da una legge più umana, comprensiva e giusta. E ciò per vedere il potere esercitato da una donna e non da una regina proiezione del sovrano maschio.

Questa Maria Stuarda non è solo un profondo atto d’accusa contro i meccanismi contorti del potere evidenziati dai tragici fatti storici, perché qui c’è anche un gioco, anzi, è la sorte che entra in gioco per dire la sua sull’interpretazione indicando quale personaggio sarà fatto proprio dall’una o dall’altra attrice.

www.sanmarinoteatro.sm

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