Maria Amelia Monti al Galli: la forza delle donne è sempre attuale

Prima e dopo il ’68. Prima e dopo il femminismo, la rivoluzione che cambiò la società e la trasformazione del concetto di coppia. Betta e Massimo, i due protagonisti degli atti unici Paese di mare e La parrucca di Natalia Ginzburg, in scena questa sera al teatro Galli, attraversano la storia e raccontano del loro e del nostro tempo. Con ironia e malinconia. Nei panni di Massimo, uomo insoddisfatto e indeciso che vorrebbe fare il pittore, l’attore Roberto Turchetta, in quelli di Betta, anima irrisolta ma genuina, Maria Amelia Monti, che torna per la terza volta a interpretare testi di Ginzburg. Televisione, cinema, ma soprattutto tanto teatro per l’attrice milanese affascinata dai testi in bilico tra leggerezza e profondità.

«Ho sempre avuto un feeling particolare con la scrittura di Natalia Ginzburg – racconta l’attrice –. Ho iniziato a leggere le sue opere quando avevo nove anni. Da subito ho avuto l’impressione di capire i pensieri dei suoi personaggi femminili, donne nelle quali c’è tanta poesia, innocenza e simpatia. Mi hanno conquistata immediatamente».

Perché ha scelto proprio “Paese di mare” e “La parrucca”?

«Questi due atti rappresentano uno spaccato del periodo fine anni ’60 inizio anni ’70, ma nonostante questo molte delle tematiche che vengono affrontate sono assolutamente attuali. Ad esempio quella della forza delle donne. Betta è una donna con un’emotività fragile, sballottata dalla vita, ma che riesce comunque a tenere testa all’esistenza con il suo candore, con l’ironia, la surrealtà che le permette di sopravvivere».

Una caratteristica anche di altri personaggi che ha interpretato sul palco come nel piccolo e nel grande schermo. C’è qualcosa anche di lei in queste figure femminili?

«Sicuramente sì. È come quando si riesce a capire bene una persona perché ci sono dei lati che ci piacciono e in cui ci si identifica. Le protagoniste delle pagine di Natalia Ginzburg sono donne degli anni ’60 che conosco bene, hanno una temperatura familiare. Inoltre ho dentro le musiche di quell’epoca, le canzoni di Caterina Caselli, gli odori, come quello delle melanzane alla parmigiana, i vestiti».

Come ha affrontato questa interpretazione?

«Inizialmente con qualche dubbio. Betta è più giovane di quanto non sia io e per questo ero indecisa, poi mi sono detta: ho interpretato la ottantenne Miss Marple, ora posso interpretare Betta. È questa la meraviglia del teatro».

Dinamiche matrimoniali in evoluzione. Frustrazioni. Tradimenti. Tutto raccontato con l’ironia sottile ed evanescente di Ginzburg.

«Ricordo venne di persona a vedere una mia prova dello spettacolo La segretaria. Era il 1990. Avevo 27 anni. Non ci conoscevamo. Ero molto emozionata. Alla fine entrò in camerino con sua figlia per conoscermi e salutarmi. Mi abbracciò. Fu commovente. Un momento fantastico».

Come reagiscono le ragazze di oggi di fronte a personaggi come Betta?

«Ho visto molte giovani tra il pubblico in diversi teatri e mi sono chiesta che cosa questo spettacolo possa muovere in loro. Ho notato che mentre gli adulti ridono o sorridono delle situazioni paradossali di questa coppia, i giovani la vivono in maniera più “drammatica”, più seria. E questa è una reazione molto interessante».

Quali sono i suoi progetti successivi?

«Per ora sono concentrata sul teatro. Per recuperare i due anni di pandemia abbiamo organizzato una lunga tournée che continuerà fino ad aprile, poi a ottobre riprenderò con Il marito invisibile».

Regia di Antonio Zavatteri
Inizio ore 21. Info: 0541 793811

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