Maré: dal portocanale di Cesenatico ai Navigli milanesi

Il Maré di Cesenatico ha portato la piadina e i sapori dell’Adriatico sui Navigli. La cucina milanese del Maré, stesso nome e stesso marchio, stesso stile, ha aperto il 4 marzo scorso. O almeno ne ha aperto una parte, quella appunto dedicata al take away. «Un locale nel locale che punta sulla piadina –spiega il titolare Luca Zaccheroni –. Il Maré di Milano sarà infatti due locali in uno. Questa parte, che chiamiamo chiosco, apre direttamente sui Navigli parte di una vetrata della cucina a vista e andrà avanti con questa attività di asporto e delivery anche quando potremo aprire la sala». Il locale, ampio, circa 100 coperti e lo spazio all’aperto sull’angolo del palazzo all’interno del quale si trova, ricalca nella maniera più fedele la “casa madre” di Cesenatico. «La scommessa era portare a Milano più Maré possibile, e così abbiamo portato tutto dalla Romagna , tranne la sabbia … – scherza, ma neanche troppo, Zaccheroni –. Abbiamo trasferito le idee, i servizi, la trasversalità del nostro servizio durante tutta la giornata, dalla colazione alla cena. Anche gli arredi, che sono ben riconoscibili. E per la sala abbiamo commissionato al disegnatore Riccardo Guasco quattro grandi immagini che rappresentino la Romagna e il suo mare». Lo scopo era riprodurre nella grande città l’effetto che questo locale trasmette a chi lo frequenta normalmente in riviera, con il suo biancore, i lampadari in vimini, i tavoli di recupero eppure eleganti, ovvero: rilassatezza e piacevolezza. «La nostra proposta è quella di fare anche del Maré di Milano il luogo ideale per prendersi una pausa dai ritmi della città –continua il patron –. Come diciamo qua, quando si arriva qui ci si deve sentire in vacanza, staccare anche solo per un po’ dalle urgenze, concedersi un momento di piacevolezza». Ad agevolare il “transfert” è certamente la presenza che scorre davanti al locale. Non è l’Adriatico è vero, non è un molo che porta al mare, eppure un tratto in comune importante c’è: «Ed è la mano di Leonardo che ha messo quo il suo segno come sul porto canale di Cesenatico –continua Zaccheroni –. Siamo sul Naviglio grande, distanti dalla darsena più affollata, in una zona molto più rilassata. Dopo tantissime ricerche abbiamo scelto questo bellissimo posto anche perché fuori dalle sue vetrate c’è l’acqua e intorno non abbiamo auto parcheggiate, ma vediamo passare le canoe. Così oggi ho tre locali tutti sull’acqua, il Maré e il Quinto Quarto a Cesenatico e ora il Maré a Milano, tutti rivolti a levante». L’idea di aprire un locale a Milano che ricordasse il mare è nata oltre un anno fa, certo nessuno immaginava che si sarebbe scatenata un pandemia, ma nonostante questo si è tenuto fede all’idea, e agli impegni, e dopo un anno di lavori e lockdown, oggi si è partiti. «L’idea nasce dalla curiosità di confrontarci con altra realtà più grandi, con costumi e modi di vivere diversi, per vedere se le nostre idee sono buone oltre che a casa nostra, dove conosciamo vita morte e miracoli di tutto quanto, anche in una città così competitiva. Milano per questo era l’ideale, poi magari, ma con più calma, arriveremo anche all’estero». La scoperta è stata poi che Milano è molto più vicina alla Romagna di quanto ci si possa aspettare. «Una marea di romagnoli ci si sono trasferiti, ci vivono o lavorano lì e infatti ci sono venuti a trovare in tanti, alcuni sono anche clienti del mare – racconta soddisfatto Luca Zaccheroni –. Ovviamente la piadina a Milano c’è arrivata da un pezzo, non siamo certo noi i primi, ma la nostra ha di diverso che è veramente romagnola. L’impasto viene fatto nel nostro laboratorio a Cesenatico, come anche gli altri prodotti da forno, il pane, la pasticceria e le paste fatte in casa». Ora, come si diceva, la cucina sforna piadine e relative farciture, ma quando il locale potrà effettivamente aprire, la cucina si concentrerà sui sapori del mare con una proposta di pesce che ricalcherà quella del mare «però un po’ più marcata sulla tradizione marinara, mentre a Cesenatico ci consentiamo qualche divagazione in più». A dirigere la cucina sarà lo chef Omar Casali per il quale si apre quindi una stagione da pendolare. LAURA GIORGI

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