Mangiare sostenibile in Romagna: bastano piccole scelte quotidiane

La sostenibilità comincia fra le mura domestiche. Anzi, nel cuore pulsante di una casa: la cucina. Lotta allo spreco, riciclo, ingredienti di stagione e del territorio: il cambiamento è questione di piccole scelte quotidiane e i risvolti positivi sono tanti per gusto, riscoperta di piaceri antichi, relax e soddisfazione fra i fornelli. Le tradizioni culinarie romagnole possono essere ottima fonte di ispirazione: molte le verdure spontanee di una terra che offre asparagi selvatici, barba di frate, cicorie, ortica, luppolo e strigoli, crescione, asparagina e, persino, carote selvatiche e radicchio di campo. E non solamente per contorni e piatti poveri. Anche le paste ripiene possono essere esaltate con ripieni a base di queste saporite, fresche erbe spontanee, che fanno riscoprire sapori meno standardizzati: portare in tavola verdura povera ma ricca di gusto potrà essere un gran successo e un piccolo aiuto a sostenere la biodiversità. E per apprezzare la varietà di erbe spontanee romagnole, i famosi cassoni (o cascioni o crescioni) sono l’occasione migliore. Il crescione, la più comune delle verdure spontanee romagnole un tempo, ha dato il nome a questi golosi scrigni di erbette.

Ma il ripieno varia a seconda della stagione e della disponibilità del territorio. Le regole di base per una cucina antispreco sono poche e semplici: comprare in giusta quantità, imparare a conservare meglio, riciclare gli avanzi, cucinare senza utilizzare oltre il necessario risorse idriche ed energetiche. Tutto comincia da una spesa consapevole per qualità, evitando cibi industriali elaborati, non in linea con la stagionalità e la territorialità, e per quantità, comprando ciò che presumibilmente si consumerà nei giorni a venire aiutandosi magari con la definizione di menu settimanali. Se possibile, evitare tutto ciò che è eccessivamente imbustato, incartato, avvolto in troppa plastica. Bisogna poi imparare a conservare adeguatamente i vari tipi di cibo: la frutta e la verdura, così facilmente deperibili soprattutto in periodo estivo, i formaggi, che richiedono attenzioni specifiche per non diventar preda di spiacevoli muffe, il pesce e la carne, che in poco tempo possono andar a male. Porzioni eccessive si possono congelare, la frutta o alcuni ortaggi troppo abbondanti si possono essiccare, oppure cuocere e farne marmellate, conserve, prodotti sottolio e sottaceto. La fantasia aiuta in cucina e alleggerisce anche il lavoro per le giornate in cui non si ha tempo o voglia di mettersi a spadellare troppo. Anche gli scarti trovano il loro spazio: ministre, brodi, passati possono essere la degna nuova vita di ciò che è avanzato dopo aver pulito i carciofi, broccoli, barbe di finocchi e via dicendo. E la rivincita degli avanzi può essere anche un ricco piatto di polpette alla romagnola, dove quel che è rimasto di un bollito di carne, impastato con un uovo e un po’ di parmigiano diventa un goloso piatto di piccole delizie fritte, ripassate nel sugo di pomodoro. Cucina sostenibile e da leccarsi i baffi.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui