Mangiare insetti, la nuova frontiera dell’alimentazione

Il consumo di insetti commestibili è un’alternativa sostenibile alla carne per ridurre le emissioni di gas serra. Lo conferma uno studio tutto italiano recentemente pubblicato su Nutrition Research Review. L’obiettivo dell’analisi era finalizzato a valutare le evidenze disponibili sulle proprietà funzionali degli insetti commestibili. Il Gruppo di ricerca dell’Università di Teramo, condotto dal professor Mauro Serafini, docente di nutrizione umana, ha revisionato circa 55 pubblicazioni scientifiche. Il lavoro ha evidenziato come, sulla base delle evidenze disponibili, gli insetti edibili hanno la capacità di ridurre lo stress ossidativo, esercitare un’azione antiossidante e un’attività antinfiammatoria, riducendo le citochine e modulando specifici fattori di trascrizione. I risultati degli studi sugli animali suggeriscono che gli insetti commestibili possono modulare il metabolismo dei lipidi e del glucosio, attività tutte potenzialmente benefiche per la salute.

«L’entomoterapia, cioè lo studio delle capacità degli insetti edibili che possono esercitare un effetto funzionale nell’uomo, rappresenta l’aspetto più innovativo e affascinante legato al consumo degli insetti – spiega Serafini – Sebbene siano ancora molte le perplessità, da parte sia degli addetti ai lavori e della gente comune, sull’utilizzo degli insetti come alimento abituale della nostra dieta, il lavoro ha mostrato come rappresentino una fonte di composti bioattivi a basso impatto ambientale, potenzialmente in grado di contribuire al benessere dell’uomo. Dovrà ora essere compito della comunità scientifica, tramite studi nell’essere umano, chiarire se esistono i presupposti per considerare l’entomofagia come un’ulteriore opzione nell’ambito delle strategie mirate ad un utilizzo sostenibile del cibo attraverso la definizione di stili di vita funzionali e a basso impatto ambientale».

Sotto un punto di vista nutrizionale, gli insetti commestibili sono una buona fonte di nutrienti caratterizzata da alti livelli di aminoacidi essenziali, fibre, vitamina B12, ferro, zinco, omega-3 e acidi grassi omega-6 e polisaccaridi e potrebbero, secondo gli studi, contribuire a un microbiota intestinale equilibrato.

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