“Mancini Maldestri”, nuovo singolo del riminese Daniele Fortunato

RIMINI. Sta andando in rotazione radiofonica ed è disponibile su piattaforme e digital store dallo scorso 20 marzo “Mancini maldestri”, il nuovo singolo del cantautore riminese d’adozione Daniele Fortunato. Si potrebbe definire il “cantautore-maestro” poiché è su questi due binari che viaggia la sua attività. Daniele Fortunato è infatti un cantautore e un maestro elementare: due strade che si intrecciano e si completano. Nato a Novara, vive a Rimini da anni, città in cui ha intrapreso un’intensa attività live. Ha all’attivo due album, Ad occhi chiusi e Nuvole di cartapesta, e ha collaborato come compositore per le library Soundiva e Preludio (Disney Channel, Fox, La7).

Fortunato, da dove nasce “Mancini maldestri”?

«Mancini maldestri è, prima di tutto, una storia vera divenuta canzone – spiega il cantautore a proposito del suo nuovo singolo –. Racconto un profondo legame intriso di poesia, fatica quotidiana e lampi di ricordi. I miei protagonisti si sono amati la prima volta appena affacciati sul mondo, in quella complicata età dell’adolescenza per poi ritrovarsi dopo vent’anni, immersi in responsabilità, cambiamenti significativi e forti consapevolezze. Due adulti, si ritrovano così ad avere una seconda occasione per scrivere “nello stesso verso” una nuova pagina della propria vita».

È autobiografica?

«Sì, parla di me e della donna con cui ho creato una famiglia. Inevitabilmente vivo dentro questa canzone, ma il suo messaggio è universale e nelle parole penso si possano ritrovare tante persone che si vogliono bene. La canzone dimostra di come si possa cadere, ma anche rialzarsi. Siamo davvero due mancini maldestri!».

Il singolo fa parte di un progetto più ampio?

«Sì, è inserito nell’idea di un ep composto da cinque canzoni che però al momento è rimasto in sospeso per via dell’emergenza sanitaria. Il progetto è formato da cinque canzoni legate tra loro da un filo conduttore, una sequenza narrativa».

Il brano è un valzer folk intimo e carico di vissuto, voce, chitarra acustica e armonica, colorato dalle tinte jazz di Milko Merloni al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria. Come sono nate queste collaborazioni?

«Ho pensato di colorare Mancini maldestri con sonorità un po’ retrò, quindi ho chiesto a questi due grandi musicisti di Cesena se fossero disponibili ad accompagnarmi in questo viaggio e sono felice che abbiano accettato».

Ci sono punti in comune tra le sue attività di cantautore e maestro?

«Sì, sono due strade che in maniera naturale ho sempre percorso insieme. Dal mestiere di maestro mi porto dietro l’incanto dei bambini, capaci di stupirsi di fronte alla bellezza, e la loro percezione immediata di ciò che significano il bene e il male. Quando insegno poi sono sempre molto attento ai testi, alla pronuncia delle parole, al loro suono e alla metrica nelle filastrocche che affrontiamo. Sono due lavori che appartengono a dimensioni diverse, una più concreta e attiva, l’altra più riflessiva, ma hanno punti in comune».

Come si immagina il futuro della sua musica?

«Spero di poter completare il mio ep quanto prima e di portare tutto il progetto dal vivo per trasmetterlo al pubblico, con tutta l’energia che merita».

Il brano è disponibile su Spotify, dove è possibile scoprire l’intera produzione dell’artista anche legata a composizioni solo strumentali.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui