RIMINI. Erano state sospese perché sapevano qualcosa su quei “comportamenti inappropriati” delle colleghe nei confronti dei bambini in una scuola materna. Il Comune quindi punì due maestre per «comportamenti omissivi». Una colpa che si tradusse in una sospensione dal servizio per due mesi e un mese e venti giorni. Ovviamente senza stipendio. I fatti risalgono al 2018. Oggi si scopre che una delle due insegnanti si è rivolta al Tar e che Palazzo Garampi ha deciso di opporsi.

Cosa è successo

Un paio di anni fa all’amministrazione erano stati segnalati alcuni casi di bambini strattonati in maniera troppo vigorosa in una scuola materna. Partì una indagine interna nei confronti di due insegnanti, il fascicolo venne inviato alla Procura e le maestre vennero sospese. In quella circostanza Palazzo Garampi spiegò che a loro carico erano emersi «solidi riscontri» in ordine a due episodi di «comportamenti inappropriati» nei confronti di bambini. Vennero immediatamente trasferite ad altro servizio e sottoposte a procedimento disciplinare.

L’amministrazione comunale non escluse inoltre di verificare la sussistenza di «eventuali comportamenti omissivi da parte di colleghe delle due insegnanti coinvolte».
Dopo mesi è emerso che due colleghe sapevano e non parlarono, così vennero sospese dal servizio, una per due mesi e un’altra per un mese e venti giorni. Scontata la punizione, una delle due maestre ha presentato ricorso al Tar, ritenendo ingiusto il provvedimento, in particolare la cancellazione dello stipendio.

Cosa succede

Le due maestre segnalate dal Comune alla Procura – è stato ricordato ieri mattina dall’amministrazione comunale – per «atteggiamenti omissivi» (sapevano ma non avevano riferito ai responsabili scolastici comunali) avevano avuto un procedimento disciplinare da parte del Comune. Per una il procedimento disciplinare era stato di due mesi di sospensione. Per l’altra un mese e 20 giorni. Per il periodo di sospensione non è stato ovviamente erogato lo stipendio.
Una delle due insegnanti ha deciso di presentare ricorso al provvedimento disciplinare, sostenendo che si trattò di una punizione eccessiva per un comportamento omissivo. La giunta nei giorni scorsi ha approvato la resistenza in giudizio a questo ricorso al Tar.

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